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Ginkgo Biloba

Il Ginkgo Biloba è spesso utilizzato contro i disturbi di memoria e per le conseguenze della scarsa riduzione del flusso di sangue al cervello (come mal di testa, vertigini, fastidiosi disturbi uditivi, difficoltà di concentrazione e disturbi dell’umore), tipici della terza età.

Inoltre, è impiegato in altri problemi associati a disturbi della circolazione, come dolori alle gambe mentre si cammina (claudicatio) e sindrome di Raynaud.

Infine, l’estratto di foglie di Ginkgo è utilizzato in caso di problemi cognitivi associati alla malattia di Lyme o alla depressione, disfunzioni sessuali, glaucoma, retinopatia diabetica e degenerazione maculare senile.

Le evidenze scientifiche accumulate fino ad oggi suggeriscono che l’estratto di Ginkgo potrebbe essere davvero efficace in caso di:

  • ansia
  • demenza
  • nel migliorare le performance mentali
  • contro i problemi alla vista associati al diabete
  • il glaucoma
  • in caso di dolori alle gambe mentre si cammina (causati da problemi alla circolazione)
  • per combattere la sindrome premestruale
  • contro la schizofrenia, la discinesia (alterazione dei movimenti), le vertigini e i capogiri.

Nel caso degli altri usi proposti, studi dell’efficacia suggeriscono l’inutilità del trattamento o non sono sufficienti per trarre delle conclusioni plausibili.

Come funziona il Ginkgo Biloba?

L’estratto di foglie di Ginkgo Biloba sembra avere un effetto positivo sulla circolazione venosa. La sua assunzione sembra favorire il funzionamento di cervello, occhi, orecchie e della circolazione a livello delle gambe. Sembra, inoltre, che aiuti a contrastare le alterazioni cerebrali che portano ai problemi di memoria tipici dell’Alzheimer.

L’estratto di semi, meno studiato, contiene invece sostanze che potrebbero aiutare a uccidere batteri e funghi patogeni.

Come si assume il Ginkgo Biloba?

Il Ginkgo Biloba si assume per via orale sotto forma di estratto di foglie o, meno frequentemente, di estratto di semi. Il dosaggio e la durata della somministrazione dipende dal problema che si vuole trattare e può variare da paziente a paziente.

Effetti collaterali del Ginkgo Biloba

Se assunto, seguendo le dosi raccomandate, il Gingko biloba è da considerare sicuro e può scatenare solo lievi effetti avversi come:

  • disturbi di stomaco
  • mal di testa
  • capogiri
  • costipazione
  • battito cardiaco forte
  • reazioni allergiche cutanee

In età pediatrica è considerato un rimedio sicuro se assunto per brevi periodi di tempo; nelle donne adulte può invece interferire con il concepimento.

Attenzione, invece, all’estratto di semi: contiene una tossina che può scatenare effetti collaterali come convulsioni e perdita di coscienza.

Controindicazioni e avvertenze sull’utilizzo del Ginkgo Biloba

Il Gingko Biloba deve essere assunto esclusivamente sotto forma di estratti: le parti intere della pianta possono contenere livelli pericolosi di sostanze tossiche, che possono scatenare gravi reazioni allergiche.

Prima di assumere Gingko biloba è bene informare il medico:

  • di eventuali allergie, incluse quelle ai farmaci;
  • dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori assunti, ricordando di menzionare Efavirenz, Talinololo, Alprazolam, Busipirone, Fluoxetina e altri antidepressivi, Ibuprofene, substrati del Citocromo P450, antidiabetici, anticonvulsivanti, Warfarin e anticoagulanti, Trazodone, Idroclorotiazide, Nifedipina, Omeprazolo, Butanediolo, foglie di Cedro, Acido Folico, Gamma-Idrossibutirrato, EDTA, Gamma-Butirrolattone, Glutammina, Uperzina A, Idrazina solfato, L-carnitina, Melatonina, Rosmarino, Salvia, Assenzio, Issopo, Angelica, Chiodo di garofano, Aglio, Zenzero, Ginseng ed Erba di San Giovanni;
  • se si soffre (o si ha sofferto) di diabete, convulsioni, problemi di coagulazione;
  • in caso di gravidanza o allattamento: in questi casi l’assunzione è controindicata.

È inoltre importante informare chirurghi e dentisti dell’assunzione di Ginkgo Biloba, che, interferendo con la coagulazione del sangue, può causare gravi emorragie: l’assunzione dovrebbe essere interrotta almeno due settimane prima di un intervento programmato.

Vitamina B12 (cobalamina)

Che cos’è la vitamina B12?

La vitamina B12, o cobalamina, rientra nel gruppo delle vitamine cosiddette idrosolubili, quelle che non possono essere accumulate nell’organismo, ma devono essere regolarmente assunte attraverso l’alimentazione. La vitamina B12 non subisce l’influsso del calore.

A che cosa serve la vitamina B12?

La vitamina B12, o cobalamina, svolge un ruolo essenziale nella produzione dei globuli rossi e nella formazione del midollo osseo. Essa, inoltre, è coinvolta nel metabolismo degli amminoacidi, degli acidi nucleici – alla pari dell’acido folico coadiuva la sintesi del DNA e dell’RNA – e negli acidi grassi.

In quali alimenti è presente la vitamina B12?

La vitamina B12, o cobalamina, si trova in tutti gli alimenti di origine animale, seppur in minima quantità. In particolare, è presente nella carne, nel pesce, nel fegato, nel latte e nelle uova.

Qual è il fabbisogno giornaliero di vitamina B12?

Il fabbisogno giornaliero di vitamina B12, o cobalamina, corrisponde a circa 2-2,4 mcg, quantità in genere coperta da una normale dieta. Le donne in stato di gravidanza devono però assumerne un quantitativo quasi doppio, così da fornirne la giusta quantità al feto.

Carenza di vitamina B12

È difficile registrare una situazione di carenza di vitamina B12, o cobalamina. Una dieta vegetariana molto stretta è tra i fattori di rischio per la carenza di vitamina B12. Le persone che seguono questo tipo di dieta, in caso di carenza di vitamina B12, sono esposte al rischio di disturbi del sistema nervoso e di una forma di anemia definita “perniciosa”, derivata da una cattiva produzione di cellule del sangue. Altre cause di carenza sono date da malfunzionamenti del meccanismo di assorbimento a livello intestinale. La carenza di vitamina B12 è da  evitarsi dalle donne in gravidanza, per evitare conseguenze dannose sul nascituro.

Eccesso di vitamina B12

Normalmente gli eccessi di vitamina B12, o cobalamina, vengono espulsi con le urine. I casi di sovradosaggio di questa vitamina sono rarissimi. I sintomi, che si presentano solo in casi eccezionali, vanno dal tremore ai gonfiori, da un eccessivo nervosismo a reazioni allergiche ed al battito cardiaco accelerato. Problemi ai reni possono essere causati da un altrettanto rarissimo eccesso di vitamina B12 nel sangue.

È vero che chi segue una dieta vegana incorre nel rischio di carenza di vitamina B12?

Si, è vero. La vitamina B12, o cobalamina, non è contenuta in dosi adeguate alle esigenze dell’uomo in nessuna pianta o vegetale esistente in natura. Quindi, chi assume solo cibi di origine vegetale incorre nei pericoli alla salute causati da una carenza di questa vitamina. Cibi molto in voga tra chi segue una dieta vegana contentono porzioni infinitesimali di vitamina B12, inutili per il fabbisogno umano, dal momento che non sono nemmeno assimilabili dal nostro organismo. Questi cibi sono: alcune alghe, il lievito di birra, alcuni cibi non lavati ed altri di origine orientale come il tempeh (derivato dai semi di soia) e la Kombucha (the cinese).

 

Omeprazolo

L’Omeprazolo appartiene alla classe dei farmaci inibitori della pompa protonica. La sua azione si fonda sulla riduzione e regolazione della produzione di succhi acidi nello stomaco.

A cosa serve l’Omeprazolo?

L’Omeprazolo è prescritto per trattare il reflusso gastroesofageo, da solo o in combinazione con altri farmaci. Aiuta l’esofago a guarire e a prevenire ulteriori danni, ed inoltre coadiuva nella riduzione dei sintomi del disturbo.

I disturbi caratterizzati dall’eccessiva produzione di acidi da parte dell’apparato gastrico, quali ad esempio la Sindrome di Zollinger-Ellison possono essere alleviati mediante una prescrizione di Omeprazolo. Ciò è valido anche per il trattamento delle ulcere, incluse quelle associate alle infezioni da Helicobacter pylori, di cui l’Omeprazolo può anche aiutare a prevenire la ricomparsa.

L’Omeprazolo può essere prescritto anche per neutralizzare i bruciori di stomaco frequenti che compaiano almeno 2 volte alla settimana. Dal momento che per fare effetto l’Omeprazolo può richiedere da 1 a 4 giorni, non è un rimedio che può dare sollievo immediato dai sintomi del bruciore di stomaco.

Come si assume l’Omeprazolo?

L’Omeprazolo può essere assunto sotto forma di compresse, capsule o granuli per sospensioni a rilascio ritardato per via orale.

In genere il trattamento dei bruciori di stomaco frequenti prevede l’assunzione di 1 dose al giorno, al mattino, almeno un’ora prima dei pasti, per 14 giorni consecutivi. É possibile effettuare un nuovo ciclo di trattamento una volta ogni 4 mesi se necessario.

L’assunzione di 1 – 3 dosi al giorno almeno prima dei pasti può essere prescritta se si manifesta reflusso gastroesofageo, oppure ulcera.

Effetti collaterali dell’Omeprazolo

Il rischio di fratture del polso, dell’anca e della colonna vertebrale aumenta in maniera significativa durante l’assunzione di inibitori della pompa protonica. Ciò è vero soprattutto nel caso di trattamenti prolungati, che durano per oltre un anno, oppure in caso di elevati dosaggi. I trattamenti prolungati possono anche causare un indebolimento della parete gastrica.

Altri potenziali effetti collatareli dell’Omeprazolo potrebbero includere:

Un medico andrebbe subito contattato nel momento in cui, durante l’assunzione di Omeprazolo, si verifca uno dei seguenti effetti collaterali:

  • battito cardiaco irregolare, pesante o veloce
  • capogiri
  • convulsioni
  • diarrea e feci liquide
  • difficoltà a respirare o difficoltà a deglutire
  • febbre
  • gonfiori di volto, gola, lingua, labbra, occhi, mani, piedi, caviglie o polpacci
  • mal di stomaco
  • orticaria
  • prurito
  • rash
  • raucedine
  • sensazione di avere la testa leggera
  • spasmi muscolari
  • stanchezza eccessiva
  • tremori incontrollabili

Esempi di Medicinali contenenti Omeprazolo

  • Anadir®
  • Antra®
  • Cletus®
  • Limnos®
  • Losec®
  • Maricrio®
  • Mepral®
  • Nansen®
  • Omeprazen®
  • Omeprazolo DOC®
  • Omolin®
  • Protec®
  • Ulcezol®
  • Zolantrac® (farmaco OTC di libera vendita)

Controindicazioni e avvertenze sull’utilizzo dell’Omeprazolo

Il medico andrebbe sempre avvisato prima di iniziare l’assunzione di Omeprazolo nei seguenti casi:

  • di eventuali allergie a Omeprazolo, Dexlansoprazolo, Esomeprazolo, Lansoprazolo, Pantoprazolo, Rabeprazolo, ai loro eccipienti o a qualsiasi altro farmaco;
  • dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori assunti, in particolare: antibiotici, anticoagulanti, Atazanavir, Benzodiazepine, Cilostazolo, Clopidrogel, Ciclosporina, Digossina, Disulfiram, diuretici, integratori di ferro, Ketoconazolo, Metotressato, Nelfinavir, Fenitoina, Saquinavir, Tacrolimus, Voriconazolo e altri antimicotici;
  • in passato si ha sofferto o ancora si soffre di bassi livelli ematici di magnesio o di malattie epatiche;
  • si è in stato di gravidanza o si pratica l’allattamento naturale al seno.

Betametasone

Il Betametasone è impiegato nel trattamento dell’infiammazione associata a diversi disturbi, dall’asma alle allergie, all’artrite reumatoide, alla sclerosi multipla, problemi agli occhi, dermatologici, colite ulcerosa, malattie ematologiche e lupus. Inoltre, trova utilizzo nel trattamento di alcune forme tumorali – ad esempio la leucemia – e di condizioni associate a malfunzionamenti del surrene.

Che cos’è il Betametasone?

É un corticosteroide che riduce l’infiammazione e modifica la risposta immunitaria dell’organismo.

Come si assume il Betametasone?

Può essere somministrato in diversi modi: per bocca (in genere sotto forma di compresse – anche effervescenti – o sciroppo); per via inalatoria; mediante iniezioni (endovena o intramuscolari); sotto forma di gel; a mezzo di pomate da applicare sulla pelle.

Effetti collaterali del Betametasone

Può ridurre la capacità del corpo di combattere le infezioni e può influenzare il livello di zuccheri nel sangue e, in caso di trattamento prolungato nel tempo, compromettere la sintesi di steroidi normalmente prodotti dall’organismo umano.

Fra gli altri suoi possibili effetti indesiderati sono inclusi:

  • generalizzato malessere fisico;
  • male alla testa;
  • aumento dell’appetito;
  • aumento della sudorazione;
  • sensazione di testa leggera;
  • acne;
  • goffaggine;
  • capogiri;
  • arrossamenti al volto;
  • senso di nausea;
  • nervosismo;
  • dolore, gonfiore o arrossamenti alla zona di iniezione;
  • stato di insonnia;
  • fastidio allo stomaco.

È raccomandabile rivolgersi subito ad un medico nel caso in cui si scatenino i seguenti effetti:

  • prurito;
  • difficoltà a respirare;
  • dolore o sensazione di pesantezza/oppressione al petto;
  • gonfiore a bocca, volto, labbra o lingua;
  • rash;
  • orticaria;
  • feci scure;
  • cambiamenti nella distribuzione corporea del grasso;
  • alterazioni del ciclo mestruale;
  • cambiamenti nel colore dell’epidermide;
  • lividi o emorragie;
  • battito irregolare;
  • sbalzi d’umore o cambiamenti del comportamento;
  • dolori, debolezza o perdita a livello muscolare;
  • senso di nausea o vomito gravi;
  • capogiri o mal di testa (improvvisi o forti);
  • gonfiore ai piedi o alle gambe;
  • febbre, brividi, mal di gola;
  • dolori alle ossa o ai tendini;
  • assottigliamento dell’epidermide;
  • strane sensazioni a livello cutaneo;
  • aumento ingiustificato di peso;
  • problemi alla vista o agli occhi;
  • vomito con sembianze di caffè.

Esempi di Medicinali contenenti Betametasone

  • Albaflo®
  • Alfaflor® (in associazione a nafazolina e tetraciclina)
  • Alfatex® (in associazione a cloramfenicolo, tetraciclina, colistimetato)
  • Beben®
  • Beben Clorossina® (in associazione a clorossina)
  • Bentelan®
  • Beta 21®
  • Betabioptal (in associazione a cloramfenicolo)
  • Betametasone DOC®
  • Betametasone EG®
  • Betesil®
  • Betamousse®
  • Cortiflam®
  • Diprosalic® (in associazione ad acido salicilico)
  • DIprosone®
  • Dovobet® (in associazione a calcipotriolo)
  • Ecoval®
  • Etason®
  • Flogoderm®
  • Fucicort® (in associazione ad acido fusidico)
  • Ibet®

Quali sono le avvertenze sull’utilizzo del Betametasone

Il farmaco non deve assolutamente essere assunto in caso di porpora trombocitopenica idiopatica.

Prima del suo utilizzo sarebbe opportuno informare il medico:

  • circa la presenza di eventuali allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, ad altri farmaci o a qualsiasi alimento;
  • dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori già assunti nel pregresso (in particolare Aprepitant, Claritromicina, Ciclosporine, barbiturici, Carbamazepina, Idantoine, Litio, Rifampicina, Aspirina, Mifepristone, Diltiazem, Eritromicina, Itraconazolo, Ketoconazolo, Troleandromicina e Ritrodrina);
  • se si soffre (o si è sofferto in passato) di disturbi emorragici, problemi gastrointestinali, infiammazione dell’esofago, osteoporosi, herpes oftalmico, varicella, fuoco di Sant’Antonio, diabete, convulsioni, ipotiroidismo, problemi al surrene, disturbi dell’umore, malattie psichiatriche, bassi livelli di potassio nel sangue, traumi cranici, miastenia gravis, problemi alla articolazioni (fratture o infezioni), problemi cardiaci, renali o epatici, recenti infezioni (batteriche, micotiche, virali, malariche o di altra origine), infezione da HIV o tubercolosi (anche in caso di test della tubercolina positivo);
  • in caso di interventi chirurgici recenti;
  • in caso di recenti vaccinazioni;
  • in caso di pregresso infarto;
  • in caso di allattamento o gravidanza.

È opportuno informare medici, chirurghi e dentisti dell’assunzione di Betametasone.

Sildenafil

Il Sildenafil trova impiego durante il trattamento della disfunzione erettile e per migliorare le capacità di esercizio nei pazienti adulti affetti da ipertensione polmonare.

Che cos’è il Sildenafil?

Il Sildenafil agisce aumentando il flusso del sangue al pene in seguito a stimolazione sessuale, promuovendo così l’erezione. Si tratta di un inibitore dell’enzima Fosfodiesterasi, che quindi trova impiego anche nel caso di ipertensione polmonare, in quanto rilassa i vasi sanguigni a livello polmonare.

Come si assume il Sildenafil?

La somministrazione del Sildenafil ha luogo per via orale, sotto forma di compresse o di sospensione.

Effetti collaterali del Sildenafil

Il Sildenafil ha effetti collaterali che si manifestano a carico dell’apparato visivo, o auditivo. Tra i primi si segnalano improvvisi cali della vista (fino alla perdita totale), mentre tra i secondi vi sono cali o perdite improvvise dell’udito. Infartoictus, battito cardiaco irregolare, emorragie cerebrali o polmonari, pressione alta e morte improvvisa sono tra gli altri effetti collaterali del Sildenafil.

Fra i possibili effetti collaterali del sildenafil si segnalano:

  • mal di testa
  • bruciore allo stomaco
  • diarrea
  • difficoltà a distinguere i colori
  • sensibilità alla luce
  • vampate di calore
  • epistassi
  • insonnia
  • bruciore, intorpidimenti o pizzicore a braccia, mani, piedi o gambe
  • dolori muscolari

Un medico andrebbe contattato senza esitazione nel caso in cui l’assunzione del farmaco dia luogo a:

  • difficoltà respiratorie
  • senso di oppressione o dolore al petto
  • gonfiore di bocca, volto, labbra o lingua
  • improvvisa perdita della vista, vista appannata
  • improvvisa riduzione o perdita dell’udito, acufeni
  • capogiri o sensazione di avere la testa leggera
  • svenimenti
  • rash
  • orticaria
  • prurito
  • peggioramento dell’affanno respiratorio
  • erezioni dolorose o che durano più di quattro ore
  • bruciore o prurito durante la minzione

Controindicazioni e avvertenze sull’utilizzo del Sildenafil

Se di recente si sono assunti Riociguat o nitrati, o se la loro assunzione continua, l’assunzione di Sildenafil è controindicata. Inoltre, sarebbe consigliabile informarsi sui rischi che l’assunzione del pompelmo o del suo succo possono provocare durante il trattamento con sildenafil.

Prima di iniziare una terapia con sildenafil sarebbe consigliabile avvisare il medico:

  • di eventuali allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti, a qualsiasi altro farmaco, ad alimenti o ad altre sostanze;
  • dei medicinali, dei fitoterapici e degli integratori assunti, in particolare alfa- bloccanti, amlodipina, antifungini, anticoagulanti, barbiturici, beta-bloccanti, Bosentan, Cimetidina, Efavirenz, Eritromicina, inibitori della proteasi dell’HIV, Nevirapina, farmaci contro la pressione alta, anticonvulsivanti, Rifabutina, Rifampicina, Iperico e altri farmaci contro la disfunzione erettile;
  • se in passato si ha sofferto o ancora si soffre di erezioni prolungate, malattia veno-occlusiva polmonare, ulcere gastriche, malattie cardiache, epatiche o renali, disturbi emorragici, problemi di circolazione, disturbi che riguardano le cellule del sangue, condizioni che alterano la forma del pene, diabete, retinite pigmentosa o improvvisa perdita della vista (soprattutto se associata al blocco del flusso del sangue ai nervi della vista), angina durante i rapporti sessuali;
  • in caso di infarto;
  • in presenza di casi in famiglia di retinite pigmentosa o improvvisa perdita della vista (soprattutto se associata al blocco del flusso del sangue ai nervi della vista);
  • se si è fumatori;
  • se si è subita disidratazione (anche recente);
  • se vi è stato mai prescritto di ridurre l’attività sessuale (anche in passato);
  • se si è una donna affetta da ipertensione polmonare, in caso di gravidanza o allattamento.

Il proprio medico, il chirurgo o il dentista andrebbero informati dell’assunzione Sildenafil.

Paracetamolo

 

Il Paracetamolo agisce sul sistema nervoso alterando la percezione del dolore da parte dell’organismo principalmente mediante l’azione dei recettori dalla serotonina, dagli oppioidi e dai cannabinoidi. Quindi, è un analgesico, ovvero un inibitore del dolore. É un antipiretico perchè inibisce la sintesi delle molecole responsabili per i processi infiammatori (le prostaglandine), e quindi abbassa la temperatura corporea.

A cosa serve il Paracetamolo?

Il Paracetamolo viene impieato per contrastare il dolore lieve-moderato associato a mal di testa, fastidi muscolari, ciclo mestruale, sindromi da raffreddamento, mal di gola, mal di denti, mal di schiena, artrosi e reazioni alle vaccinazioni. Un suo frequente utilizzo è per abbassare la febbre.

Può essere anche utilizzato per ridurre il dolore provocato dall’emicrania se è assunto in combinazione con aspirina e caffeina.

Come si assume il Paracetamolo?

Il Paracetamolo può essere assunto sotto forma di compresse, compresse masticabili, capsule, sospensioni, soluzioni, compresse a rilascio prolungato o compresse che si sciolgono in bocca, quindi per via orale . É possibile anche la sua assunzione per via rettale, sotto forma di supposte.

Effetti collaterali del Paracetamolo

L’assunzione eccessiva di Paracetamolo può danneggiare il fegato.

Un medico andrebbe contattato immediatamente ove l’assunzione del farmaco sia associata a:

  • arrossamenti della pelle, esfoliazioni o formazione di vesciche
  • difficoltà nella deglutizione
  • difficoltà respiratorie
  • gonfiore a volto, gola, lingua, labbra, occhi, mani, piedi, caviglie o polpacci
  • orticaria
  • prurito
  • rash
  • raucedine

Controindicazioni e avvertenze sull’utilizzo del Paracetamolo

Prima di somministrare il Paracetamolo a pazienti pediatrici è bene verificare che il medicinale a disposizione sia idoneo all’uso pediatrico. É sempre buona norma, a prescindere da ciò, chiedere consigli al proprio medico, ed è essenziale evitare di somministrare Paracetamolo a bambini con mal di testa, rash, nausea o vomito o mal di gola forte associato a vomito. Questi sintomi potrebbero segnalare un problema che richiede un trattamento di tipo diverso.

Per usare in sicurezza il Paracetamolo è essenziale:

  • non assumere contemporaneamente più prodotti a base di Paracetamolo;
  • seguire la posologia indicata sul foglietto illustrativo o dal medico e non superare mai i 4.000 mg al giorno;
  • non superare 2 dosi di alcolici al giorno.

Il proprio medico andrebbe sempre informato in caso di:

  • disturbi al fegato (anche in passato);
  • fenilchetonuria;
  • allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti o ad altri farmaci;
  • assunzione contemporanea di altri medicinali, fitoterapici o integratori, ricordando di menzionare anticoagulanti, anticonvulsivanti, antidolorifici, antipiretici, medicinali contro tosse e raffreddore e fenotiazine;
  • si è in stato di gravidanza o si pratica l’allattamento naturale al seno.

 

Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS)

Che cosa sono gli antinfiammatori?

farmaci antinfiammatori servono a ridurre un’infiammazione, la reazione con cui l’organismo cerca di prevenire la diffusione di un’infezione.

Ci sono due tipi di antinfiammatori:

  • cortisonici (o antinfiammatori steroidei o corticosteroidi), che sono utilizzati per bloccare infiammazioni croniche dovute a traumi o uso eccessivo di muscoli, tendini o articolazioni. Il loro uso è previsto anche quando si tratta di far fronte a infiammazioni dovute a reazioni allergiche – tra cui anche asmaorticariadermatite atopica o rinite allergica – o associate a malattie autoimmuni, come artrite reumatoide o lupus erimatoso sistemico. I cortisonici possono essere assunti, sempre e solo a seguito di prescrizione medica, anche in caso di broncopneumopatia cronica ostruttiva
  • farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans), oltre a combattere l’infiammazione hanno capacità anche antidolorifica e antipiretica. Per questo motivo possono essere prescritti per mal di testamal di denticrampi mestrualidistorsioni o strappi, varie forme di artrite compresa l’artrite reumatoide e di artrosimal di collo o mal di schiena cronici.

 

Come si assumono gli antinfiammatori?

L’assunzione degli antinfiammatori varia a seconda della loro tipologia. I cortisonici possono essere assunti in vari modi: compresse, soluzioni iniettabili, spray nasali e orali, creme, lozioni e gel.

Fans possono essere assunti sotto forma di compresse, capsule, soluzioni iniettabili, supposte, granulati, colliri, lozioni, gel e creme.

Alcuni antinfiammatori, quelli per problematiche non gravi e che devono essere utilizzati in un tempo breve, possono essere acquistati senza prescrizione medica. Se le dosi richieste sono elevate, però, questi stessi farmaci devono essere prescritti del medico.

 

Controindicazioni degli antinfiammatori?

Sia i cortisonici, sia i Fans possono produrre effetti collaterali, per cui il loro utilizzo deve essere sempre tenuto sotto controllo dal medico curante.

Le controindicazioni dei cortisonici dipendono soprattutto dal loro uso prolungato. Le compresse utilizzate a lungo possono causare un aumento dell’appetito, con conseguenti aumento di peso e assottigliamento della pelle, oltre che debolezza muscolareacneulcera pepticarallentamento della guarigione di ferito o della crescita in caso di somministrazione a bambini.

L’utilizzo prolungato di cortisonici per via orale può inoltre essere alla base della comparsa di varie patologie come diabeteglaucomacatarattaosteoporosi.

cortisonici iniettati possono avere varie conseguenze, a seconda di dove vengono iniettati: dolore e gonfiori alle articolazionitachicardiainsonniadolori di stomaco e cambi d’umore.

cortisonici possono inoltre interferire con l’azione di altri medicinali come anticoagulanti, antidiabetici, anticonvulsivanti, antiretrovirali, broncodilatatori, vaccini vivi e Fans.

L’assunzione di Fans può comportare aumento del rischio di ictusinfarto o scompenso cardiaco, a seconda del tipo e dalla quantità di molecola assunta oltre che della durata del trattamento.

Un uso anche non prolungato può comunque essere alla base di conseguenze come ulcereemorragie gastriche o danni renali.

Anche i Fans possono interferire con l’attività di altri farmaci, in particolare degli antipertensivi.

In generale, i farmaci antinfiammatori non dovrebbero comunque essere assunti in caso di:

  • allergia all’aspirina
  • emorragie gastrointestinali
  • ulcera peptica.
  • malattie cardiache
  • disturbi renali o epatici
  • assunzione di anticoagulanti
  • disturbi della coagulazione
  • consumo di più di 3 alcolici al giorno.

 

I principali antinfiammatori

Leggi gli approfondimenti:

  • acido acetilsalicilico
  • cortisone
  • dimeticone
  • idrocortisone
  • nimesulide
  • piroxcam

Altri principali antinfiammatori sono:

  • aceclofenac
  • acemetacina
  • acido meclofenamico
  • acido mefenamico
  • acido tiaprofenico
  • acitretina
  • adalimumab
  • allopurinolo
  • aurotioglucosio
  • azatioprina
  • basiliximab
  • betametasone
  • celecoxib
  • chimotripsina
  • colchicina
  • deflazacort
  • desametasone
  • diclofenac
  • etanercept
  • febuxostat
  • fingolimod
  • fludrocortisone
  • flunisonide
  • fluocinolone
  • fluticasone
  • glatiramer
  • ibuprofene
  • indometacina
  • interferone beta 1-b
  • interferone beta-1a
  • isotretinoina
  • ketorolac
  • leflunomide
  • lornoxicam
  • lumiracoxib
  • meloxicam
  • metilprednisolone
  • micofenolato
  • nabumetone
  • naprossene
  • natalizumab
  • nedocromile
  • oxaprozina
  • parametasone
  • pegfilgrastim
  • penicillamina.

 

Ibuprofene

 

L’Ibuprofene è un farmaco antinfiammatorio non steroideo (Fans): come tutti i Fans, agisce bloccando la produzione delle prostaglandine, molecole coinvolte nella formazione di infiammazioni. In particolare, l’Ibuprofene blocca l’attività degli enzimi ciclossigenasi Cox-1 e Cox-2.

A cosa serve l’Ibuprofene?

Date le sue proprietà contro le infiammazioni e contro il dolore, l’Ibuprofene viene utilizzato per alleviare il mal di testa, le nevralgie, i crampi mestruali, i dolori muscoloscheletrici (ad esempio il torcicollo), quelli traumatici (associati, ad esempio, a contusioni, distorsioni, strappi muscolari), quelli post-partum e quelli post-operatori. Può inoltre essere prescritto in caso di artrosiartrite reumatoide, spondilite anchilosante, periartrite scapolo-omerale, reumatismi extrarticolari, miosite, lombalgia, sciatalgia, radicolo-nevriti, fibrosite, tenosinovite e morbo di Still.

Nei bambini l’Ibuprofene può essere utilizzato anche come antipiretico, per far diminuire o scomparire la febbre.

Come si assume l’Ibuprofene?

L’Ibuprofene può essere assunto sotto forma di compresse o di polvere effervescentesempre a stomaco pieno. Le dosi variano a seconda dell’età del paziente e dall’effetto terapeutico desiderato: è indispensabile seguire le indicazioni del medico al momento della prescrizione o, nel caso in cui si assumano farmaci da banco a base di questo principio attivo, alle istruzioni riportate sul foglietto illustrativo.

Oltre ai medicinali da assumere per via orale, esistono anche pomate da applicare sulla pelle, soluzioni o polveri per lavande vaginali, supposte per uso rettale e soluzioni per iniezioni intramuscolari.

Esempi di Medicinali contenenti Ibuprofene

  • Arfen ®
  • Actibu Febbre e Dolore®
  • Actisinu® (in associazione a pseudoefedrina)
  • Antalfebal®
  • Brufecod (in associazione con codeina)
  • Brufen®
  • Edenil®
  • Ibupas®
  • Ibuprofene B. Braun®
  • Moment ®
  • Momentact®
  • Momenxsin® (in associazione a pseudoefedrina)
  • Nurofen ®
  • Nurofenbaby®
  • Nurofenjunior®
  • Pedea ®
  • Tachifene® (in associazione a paracetamolo)
  • Vicks Flu Action® (in associazione a pseudoefedrina)

Effetti collaterali dell’Ibuprofene

Assunto in associazione con l’Acido Acetilsalicilico, l’Ibuprofene ne riduce l’azione protettrice nei confronti del cuore. Per il resto, mantenendosi al di sotto della dose giornaliera massima di 1200 mg, il farmaco può essere considerato sicuro nel caso di rischio cardiovascolare.

Fra gli effetti collaterali riconosciuti, sono invece inclusi problemi gastrointestinali quali:

  • nausea
  • vomito
  • difficoltà di digestione gastrica o intestinale
  • feci scure dovute alla presenza di sangue parzialmente digerito
  • ematemesi (vomito costituito da sangue)
  • epigastralgie (dolore nella zona superiore e centrale dell’addome)
  • diarrea
  • costipazione
  • crampi addominali
  • stomatiti ulcerative
  • peggioramento di colite e morbo di Crohn
  • gastrite
  • dolore epigastrico
  • pirosi gastrica
  • malattie dell’intestino
  • emorragie gastrointestinali
  • ulcere peptiche

Si segnalano altri disturbi, quali:

  • vertigini
  • mal di testa
  • irritabilità
  • acufene e altri disturbi uditivi
  • sonnolenza
  • edema
  • ipertensione
  • insufficienza cardiaca
  • rash e altre eruzioni cutanee
  • mucosite
  • eritema
  • pigmentazione delle unghie
  • prurito
  • angioedema (improvvisa comparsa di un’area di gonfiore della cute, della mucosa e dei tessuti sottomucosi)
  • trombocitopenia
  • anemia aplastica
  • alterazione della funzionalità del fegato
  • aumento della bilirubina totale
  • problemi alla vista
  • broncospasmo
  • respirazione difficoltosa
  • apnea
  • aggravamento dell’asma
  • disidratazione e modificazioni della salivazione.

Più raramente l’assunzione di Ibuprofene è stata associata a:

  • aggravamento della psoriasi
  • alopecia
  • alterazione dei test della funzione renale
  • alterazioni del ciclo mestruale
  • assenza delle mestruazioni
  • anemia emolitica
  • cistite
  • colite collagenosa
  • convulsioni
  • depressione
  • dermatiti
  • difficoltà di concentrazione
  • infiammazione del duodeno
  • sangue nelle urine
  • enterite acuta
  • eosinofilia
  • epatite
  • eritema multiforme bolloso
  • infiammazione dell’esofago
  • glomerulonefrite
  • gonfiore periorbitale e patologia invasiva streptococcica.
  • insonnia
  • scompenso cardiaco
  • insufficienza epatica
  • insufficienza renale acuta
  • ipotensione
  • colorazione giallastra della pelle
  • meningite asettica farmaco-indotta
  • necrosi epatica
  • necrosi papillare
  • necrosi tubulare
  • neutropenia
  • palpitazioni
  • pancitopenia
  • pancreatite
  • piastrinopenia
  • poliuria
  • proctite
  • riduzione dell’appetito
  • riduzione dell’emoglobina e dell’ematocrito
  • rinite
  • sbalzi d’umore
  • secchezza degli occhi e secchezza della bocca
  • sindrome epatorenale
  • ulcere gengivali

Uno studio ha inoltre suggerito che i Fans possano aumentare il rischio di linfoma non-Hodgkin.

Controindicazioni e avvertenze sull’utilizzo dell’Ibuprofene

L’Ibuprofene è controindicato in caso di insufficienza renale, malattie epatiche e patologie dell’apparato gastrointestinale (come gastrite, ulcera ed emorroidi con sanguinamento), malattie respiratorie, asma allergica e gravidanza (soprattutto durante il terzo trimestre). Sono inoltre possibili interazioni con alcuni farmaci, in particolare con:

  • ACE inibitori e gli antagonisti dell’Angiotensina II (in caso di funzione renale compromessa)
  • Acido Acetilsalicilico e i Fans in generale
  • alcuni antidiabetici
  • antibatterici
  • anticoagulanti cumarinici
  • antipertensivi
  • antivirali
  • Cefuroxima e il Fenobarbital
  • Cetirizina
  • Ciclosporina
  • corticosteroidi orali
  • diuretici
  • Ginko Biloba e la Kava Kava
  • Litio, Digossina e Fenitoina
  • Metotressato
  • Raloxifene
  • SSRI
  • Tacrolimus
  • Uricusurici

 

Aciclovir

L’Aciclovir agisce bloccando la sintesi del DNA del virus impedendo la replicazione cellulare, ma senza che ciò interferisca con la duplicazione del DNA umano.

A cosa serve l’Aciclovir?

Aciclovir è indicato:

  • per la soppressione delle recidive da Herpes simplex nei pazienti immunocompetenti;
  • per la profilassi delle infezioni da Herpes simplex nei pazienti immunocompromessi;
  • in caso di trattamento delle infezioni da Herpes simplex (HSV) di tipo 1 (non genitale) e di tipo 2 (genitale), inclusa l’encefalite da HSV;
  • per il trattamento della varicella e dell’Herpes zoster (agente eziologico della varicella, la cui riattivazione provoca il cosiddetto “fuoco di sant’Antonio”)

Come si assume l’Aciclovir?

A seconda dei casi patologici da curare, l’Aciclovir può essere somministrato per via orale (compresse o sospensione orale), per via endovenosa o per via topica (ad esempio, a mezzo di pomata da applicare sull’Herpes labiale).

Effetti collaterali dell’Aciclovir

Tra gli effetti collaterali “comuni” troviamo numerosi disturbi gastrointestinali come:

  • senso di nausea
  • conati di vomito
  • scariche di diarrea
  • dolori addominali

Disturbi sistemici come:

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo come:

Patologie del sistema nervoso come:

Tra gli effetti “non comuni” si riscontrano disturbi cutanei come l’orticaria nonché una rapida e diffusa perdita di capelli.

Tra gli effetti collaterali “rari” si possono avere:

  • anafilassi
  • dispnea (patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche)
  • complicanze a carico del sistema immunitario
  • angioedema e – in ambito di patologie epatobiliari – aumenti reversibili della bilirubina e degli enzimi epatici correlati.

Tra gli effetti “molto rari” si trovano patologie epatobiliari:

Tra le patologie renali e urinarie:

  • insufficienza renale acuta
  • dolori ai reni

Tra le patologie del sistema emolinfopoietico:

Tra i disturbi psichiatrici e/o patologie del sistema nervoso:

  • stato di agitazione
  • confusione
  • sintomi psicotici
  • sintomi convulsivi
  • sonnolenza
  • tremori
  • atassia
  • disartria
  • stati di allucinazione
  • encefalopatia
  • coma

Controindicazioni e avvertenze di Aciclovir

L’Aciclovir può determinare complicanze ai reni, soprattutto quando viene somministrato troppo rapidamente o ad alte dosi, oppure quando il soggetto è scarsamente idratato o presenta già un’alterata funzionalità renale. Prima della sua somministrazione, è quindi opportuno controllare i parametri di funzionalità dei reni ed è raccomandato non prescriverne l’assunzione per endovena con infusioni rapide.

Sinora, l’Aciclovir non ha evidenziato embriofetotossicità, ma la sua somministrazione alle donne gravide richiede un’attenta valutazione del rischio-beneficio.

Anche la sua somministrazione durante l’allattamento al seno richiede cautela: l’Aciclovir viene difatti escreto nel latte materno, dove raggiunge concentrazioni sino a 0,6-4,1 maggiori gli ordinari livelli plasmatici materni.

 

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