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Perché mi fanno male i talloni e cosa posso fare?

Il dolore ai talloni è un problema comune ai piedi. Il dolore di solito si verifica sotto il tallone o appena dietro di esso, dove il tendine d’Achille si collega all’osso del tallone. A volte può interessare il lato del tallone.

Il dolore che si verifica sotto il tallone è noto come fascite plantare. È la causa più comune del dolore del tallone.

Il dolore dietro il tallone è la tendine di Achille. Il dolore può anche interessare il lato interno o esterno del tallone e del piede.

Nella maggior parte dei casi, il dolore non è causato da una lesione. All’inizio è solitamente lieve, ma può diventare grave e talvolta invalidante. Di solito scompare senza trattamento, ma a volte può persistere e diventare cronico.

Le cause includono l’artrite, l’infezione, un problema autoimmune, un trauma o un problema neurologico.

Fatti rapidi sul dolore al tallone

Il dolore al tallone di solito si sente o sotto il tallone o appena dietro di esso.

Il dolore inizia in genere gradualmente, senza che la zona colpita subisca lesioni. Spesso si scatena indossando una scarpa piatta.

Nella maggior parte dei casi il dolore è sotto il piede, verso la parte anteriore del tallone.

Le cure domiciliari come il riposo, il ghiaccio, le calzature adatte e i supporti per i piedi sono spesso sufficienti per alleviare il dolore al tallone.

Cause

Il dolore al tallone non è solitamente causato da una singola lesione, come una torsione o una caduta, ma dallo stress ripetitivo e dal martellamento del tallone.

Le cause comuni includono:

Fascite plantare, o infiammazione della fascia plantare: La fascia plantare è un forte legamento simile a un arco che va dal calcagno (osso del tallone) alla punta del piede.

Questo tipo di dolore si verifica spesso a causa del modo in cui il piede è fatto, ad esempio, se gli archi sono particolarmente alti o bassi.

Quando la fascia plantare viene allungata troppo, le fibre dei tessuti molli si infiammano. Questo accade di solito quando si attacca all’osso del tallone, ma a volte colpisce la parte centrale del piede. Il dolore si avverte sotto il piede, soprattutto dopo lunghi periodi di riposo. I crampi ai polpacci possono verificarsi se anche il tendine d’Achille si stringe.

Borsite del tallone: L’infiammazione può verificarsi nella parte posteriore del tallone, nella borsa, un sacco fibroso pieno di liquido. Può derivare da un atterraggio maldestro o duro sui talloni o dalla pressione esercitata dalle calzature. Il dolore può essere avvertito in profondità all’interno del tallone o nella parte posteriore del tallone. A volte il tendine d’Achille può gonfiarsi. Con il progredire della giornata, il dolore di solito peggiora.

Protuberanze del tallone: conosciute anche come protuberanze del tallone, sono comuni negli adolescenti. L’osso del tallone non è ancora completamente maturo e si sfrega eccessivamente, con conseguente formazione di troppe ossa. Spesso è causata dal fatto di avere un piede piatto. Può essere causata dall’iniziare a portare i tacchi alti prima che l’osso sia completamente maturo.

Sindrome del tunnel tarso: un grosso nervo nella parte posteriore del piede diventa pizzicato o intrappolato (compresso). Si tratta di un tipo di neuropatia da compressione che può verificarsi sia alla caviglia che al piede.

Infiammazione cronica del cuscinetto del tallone: causata sia dal cuscinetto del tallone che diventa troppo sottile, sia da passi pesanti.

Frattura da stress: è collegata a stress ripetitivo, esercizio fisico intenso, sport o lavori manuali pesanti. I corridori sono particolarmente soggetti a fratture da stress nelle ossa metatarsali del piede. Può anche essere causata da osteoporosi.

Malattia di Severs: è la causa più comune del dolore al tallone negli atleti bambini e adolescenti, causato da un uso eccessivo e da microtraumi ripetitivi delle placche di crescita dell’osso del tallone. Colpisce più comunemente i bambini dai 7 ai 15 anni.

Tendinosi d’Achille: è conosciuta anche come tendinopatia degenerativa, tendinite, tendinosi e tendinopatia. Si tratta di una condizione cronica associata alla degenerazione progressiva del tendine d’Achille.

A volte il tendine d’Achille non funziona correttamente a causa di lacerazioni microscopiche multiple e minori del tendine, che non possono guarire e ripararsi correttamente. Poiché il tendine d’Achille riceve più tensione di quanta ne possa sopportare, le microscopiche lacerazioni si sviluppano. Alla fine il tendine si ispessisce, si indebolisce e diventa doloroso.

Tra le altre cause di dolore al tallone ci sono:

rottura del tendine d’Achille, dove il tendine è lacerato

uno strappo della fascia plantare

l’intrappolamento dei nervi di Baxter

frattura da stress calcaneale

cisti calcaneali

massa dei tessuti molli

lacerazione del tendine flessore corto

artrite sistemica (lupus, artrite reumatoide, artrite psoriasica)

contusione ossea

problemi di circolazione

cattiva postura quando si cammina o si corre

ciste ossee, una ciste solitaria riempita di liquido in un osso

gotta, quando i livelli di acido urico nel sangue aumentano fino a quando i cristalli di urato iniziano ad accumularsi intorno alle articolazioni, causando infiammazione e forti dolori

neuroma, o neuroma di Morton, quando un nervo si gonfia nella palla del piede, comunemente tra la base del secondo e terzo dito del piede

osteomielite, un’infezione dell’osso o del midollo osseo porta ad un’infiammazione dell’osso

L’osteomielite può derivare da una lesione o da un intervento chirurgico, o l’infezione può entrare nel tessuto osseo dal flusso sanguigno. I sintomi includono dolore profondo e spasmi muscolari nella zona dell’infiammazione, così come la febbre.

La neuropatia periferica comporta danni ai nervi, e può portare a dolore e intorpidimento delle mani e dei piedi.

Può essere il risultato di lesioni traumatiche, infezioni, disturbi metabolici ed esposizione a tossine. Il diabete è una causa comune.

L’artrite reumatoide è una condizione autoimmune progressiva e invalidante che causa infiammazione e dolore alle articolazioni, ai tessuti intorno alle articolazioni e ad altri organi del corpo umano.

Di solito colpisce prima le articolazioni delle mani e dei piedi, ma qualsiasi articolazione può esserne affetta.

Dolore al lato del piede

Il dolore al lato del piede colpisce l’esterno del tallone o del piede e il dolore mediale del piede colpisce il bordo interno.

Questi possono derivare da:

una frattura da stress

una distorsione

sindrome cuboide, quando un piccolo osso del piede si trasforma in artrite lussata

tendinite peroneo, quando la tensione ripetuta irrita il tendine

coalizione tarsale, un problema congenito del piede

calli, calli e calli

tendinite tibiale posteriore, che risulta dallo stress e dall’uso eccessivo

La maggior parte delle cause del dolore al piede sono meccaniche, legate a sollecitazioni, lesioni o problemi alla struttura ossea.

Trattamento

La maggior parte delle persone si riprende con trattamenti conservativi in pochi mesi.

Le opzioni di trattamento includono:

I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) possono ridurre il dolore e il gonfiore.

Le iniezioni di corticosteroidi possono funzionare se i FANS non sono efficaci, ma devono essere usati con cautela, perché l’uso a lungo termine può avere effetti negativi.

La terapia fisica può insegnare esercizi che allungano la fascia plantare e il tendine d’Achille e rafforzano i muscoli della parte inferiore della gamba, con conseguente migliore stabilizzazione della caviglia e del tallone.

La nastratura atletica dà alla parte inferiore del piede un migliore sostegno.

Le ortesi, o dispositivi di assistenza, e i plantari possono aiutare a correggere i difetti del piede e ad ammortizzare e sostenere l’arco plantare durante il processo di guarigione.

Diverse marche sono disponibili per l’acquisto su Amazon.

La terapia con onde d’urto extracorporee mira alle onde sonore nell’area colpita per incoraggiare e stimolare la guarigione. Questo è raccomandato solo per i casi a lungo termine che non hanno risposto alla terapia conservativa.

Chirurgia

Se non funziona nient’altro, un chirurgo può staccare la fascia plantare dall’osso del tallone. C’è il rischio che questo possa indebolire l’arco plantare.

Stecche notturne

Una stecca per la notte può essere applicata al polpaccio e al piede e mantenuta in posizione durante il sonno. Questo tiene la fascia plantare e il tendine d’Achille in posizione allungata durante la notte e li allunga.

Questi sono disponibili per l’acquisto online, ma è meglio consultare un medico prima di utilizzarli.

Trattamento della borsite del tallone

Se è possibile distinguere la borsite del tallone come patologia separata dalla fascite plantare, un trattamento efficace può essere quello di utilizzare un sottopiede ammortizzante o una coppa del tallone per limitare i movimenti che causano il problema.

Si raccomanda anche il riposo, può inoltre essere necessaria un’iniezione di steroidi.

Trattamento per gli urti del tallone

L’infiammazione dietro il tallone può essere alleviata con ghiaccio, compressione e un cambio di calzatura.

I cuscinetti di Achille, la tartaruga e i cuscinetti di presa del tallone possono offrire un sollievo temporaneo.

Le iniezioni di cortisone possono aiutare il dolore.

Per la maggior parte delle persone, il trattamento eliminerà il dolore al tallone entro 6 settimane. Tuttavia, in casi gravi e se il dolore persiste, può essere necessario un intervento chirurgico.

Esercizi

Gli esercizi per allungare i muscoli del polpaccio possono aiutare.

Ecco alcuni esempi:

Sedersi su una sedia, tenere la gamba dritta e flettersi ed estendersi all’articolazione della caviglia. Ripetere 10 volte su ogni piede.

Stare in piedi di fronte ad un muro. Posizionare il piede che ha il dolore al tallone dietro l’altro piede. Tenere il ginocchio anteriore piegato e la gamba posteriore dritta, con il piede a terra. Tirare le anche in avanti verso la parete fino a sentire un tratto nel polpaccio della parte inferiore della gamba. Ripetere 10 volte. Se si avverte dolore in entrambi i talloni, allungare entrambi i polpacci.

Rimedi casalinghi

L’assistenza domiciliare può, in casi non gravi, aiutare a liberarsi del dolore al tallone.

Questo include:

Riposo: evitare di correre o stare in piedi per lunghi periodi, camminare su superfici dure e qualsiasi attività che possa stressare i talloni.

Ghiaccio: mettere un pacchetto di ghiaccio avvolto in un panno sulla zona colpita per circa 15 minuti, ma non direttamente sulla pelle.

Calzature: le scarpe che calzano bene e forniscono un buon supporto sono fondamentali, soprattutto per gli atleti.

Sostegni per i piedi: Zeppe e coppe per il tallone possono aiutare ad alleviare i sintomi.

Alcuni studi recenti hanno suggerito che il Botox può aiutare a trattare la fascite plantare.

Un altro studio ha suggerito che l’erogazione di una dose standard di radioterapia a raggi esterni, simile a quella utilizzata in un raggio x o nel trattamento del cancro, può aiutare.

Prevenzione

La prevenzione del dolore al tallone comporta la riduzione dello stress di quella parte del corpo.

I consigli includono:

indossare scarpe quando si è su un terreno duro e non andare a piedi nudi

mantenere un peso corporeo sano per ridurre lo stress sui talloni

scegliendo calzature con tacchi in materiale in grado di assorbire alcune sollecitazioni, oppure utilizzando cuscinetti appositi

garantire che le scarpe calzino bene e non abbiano tacchi o suole consumate

evitare scarpe che sembrano scatenare dolore

riposare i piedi piuttosto che stare in piedi se si è soggetti a dolori al tallone

riscaldarsi bene prima di praticare sport e attività che possono mettere molto stress ai talloni

indossare scarpe sportive adatte per ogni compito

Sintomi

Il dolore al tallone inizia gradualmente e diventa più grave. Spesso non vi è alcuna lesione nella zona colpita. Può essere scatenato dall’uso di una scarpa piatta. Le calzature piatte possono allungare la fascia plantare fino a gonfiare o infiammare l’area.

Il dolore può tuttavia essere grave se c’è uno strappo. La persona può aver notato uno schiocco al momento della lesione e il dolore sarà immediato.

Il dolore al tallone di solito si avverte sotto il piede, verso la parte anteriore del tallone.

I sintomi possono essere peggiori subito dopo essersi alzati dal letto al mattino e dopo un periodo di riposo durante il giorno, per poi migliorare con un po’ di attività. Possono peggiorare di nuovo verso la fine della giornata.

Quando andare dal medico

In questi casi rivolgersi ad un medico:

forte dolore con gonfiore vicino al tallone

dolore, intorpidimento o formicolio al tallone e febbre

dolore al tallone e febbre

difficoltà a camminare normalmente

difficoltà a piegare il piede verso il basso o a stare in piedi in punta di piedi

il dolore al tallone continua per più di una settimana

il dolore al tallone persiste quando non si sta in piedi o non si cammina

Diagnosi

Un medico esaminerà il piede e chiederà informazioni sul dolore, su quanto cammina e quanto sta in piedi la persona, che tipo di calzature usa e dettagli sulla sua storia medica.

Esaminerà i muscoli, a partire dal ginocchio e cercherà qualsiasi forma insolita o cambiamento della pelle. Questi possono aiutare a distinguere tra crescita, psoriasi e altre condizioni.

La pressione del tallone può aiutare a individuare problemi ai nervi, la presenza di una ciste o una frattura da stress.

Questo può essere sufficiente per fare una diagnosi, ma a volte sono necessari esami del sangue o scansioni di immagini.

La fascite plantare è il tipo più comune di dolore al tallone, ma sono possibili molte altre cause. Una diagnosi accurata è più probabile che porti a un trattamento efficace.

Come distinguere il dolore ai reni dal mal di schiena

I reni rimuovono i prodotti di scarto e i liquidi in eccesso dal flusso sanguigno. Questi due organi si trovano su entrambi i lati del corpo, appena sotto la gabbia toracica. I reni si appoggiano ai muscoli della schiena, il che può rendere difficile distinguere il dolore renale dal mal di schiena.

Quando si cerca di determinare se il dolore proviene dalla schiena o dai reni, si deve tener conto dei seguenti fattori:

  • la posizione del dolore
  • la tipologia e la gravità del dolore
  • eventuali sintomi di accompagnamento

In questo articolo parliamo delle principali caratteristiche e delle cause del dolore ai reni e del mal di schiena e di quando consultare un medico.

Dolore ai reni

I reni filtrano i rifiuti e le tossine dal flusso sanguigno, il che li rende suscettibili ad infezioni e danni. Calcio, ossalato e fosforo in eccesso possono accumularsi nei reni per formare calcoli renali, che possono essere dolorosi se causano un blocco.

Posizione

Il dolore ai reni si verifica sotto la gabbia toracica, su entrambi i lati della colonna vertebrale di una persona. Si può avere la sensazione che il dolore provenga dal profondo del corpo.

Si può provare dolore su uno o entrambi i lati del corpo, a seconda che sia colpito un solo rene o entrambi.

Il dolore ai reni può irradiarsi in altre aree del corpo, come ad esempio:

  • fianchi
  • addome
  • inguine
  • coscia

Tipo e gravità del dolore

I piccoli calcoli renali spesso passano attraverso il sistema urinario senza causare molto dolore. Tuttavia, i calcoli più grandi possono causare un dolore acuto e intenso che tipicamente peggiora quando il calcolo si sposta dal rene all’uretere. Gli ureteri sono tubi che collegano i reni alla vescica e fanno parte del sistema urinario.

Un’infezione renale può causare un dolore sordo che rimane costante.

Sintomi di accompagnamento

Le condizioni che colpiscono i reni possono causare altri sintomi, come ad esempio:

  • urina torbida o sanguinolenta
  • minzione dolorosa
  • persistente bisogno di urinare
  • nausea
  • vomito
  • costipazione o diarrea
  • febbre
  • vertigini
  • stanchezza

Segni di gravi danni o problemi ai reni possono includere:

  • alito cattivo
  • gusto metallico
  • fiato corto
  • gonfiore delle gambe, delle caviglie o dei piedi
  • confusione
  • battito cardiaco irregolare
  • crampi muscolari

Cause del dolore ai reni

Le condizioni che causano dolore ai reni includono:

  • infezioni delle vie urinarie
  • calcoli renali
  • infezioni renali
  • coaguli di sangue nei reni
  • trauma o lesione ai reni

Mal di schiena

Il mal di schiena è molto comune. Secondo il National Institute of Neurological Disorders and Stroke, circa l’80% degli adulti soffre di mal di schiena lombare ad un certo punto della propria vita.

Il mal di schiena è il risultato di problemi ai muscoli, alle ossa o ai nervi della schiena.

La localizzazione, la gravità e i sintomi che accompagnano il mal di schiena variano a seconda della causa.

Posizione

Il mal di schiena può manifestarsi in qualsiasi punto della schiena. Tuttavia, la maggior parte delle persone prova dolore nella parte bassa della schiena.

Tipo e gravità del dolore

Il dolore muscolare è come un dolore sordo o un indolenzimento. Alcuni movimenti del corpo possono scatenare o peggiorare il dolore muscolare, la cui intensità può variare da lieve a grave e può fluttuare in risposta all’allungamento.

Le persone con dolore ai nervi possono provare una sensazione di bruciore o di pugnalata che si diffonde in altre aree del corpo.

La sciatica è una forma di dolore nervoso che colpisce la schiena. Le persone sviluppano la sciatica quando il nervo sciatico viene pizzicato o compresso, e ciò provoca un dolore bruciante nella parte bassa della schiena che si irradia attraverso le natiche.

Il dolore osseo può derivare da fratture vertebrali o da una colonna vertebrale di forma irregolare. Questo tipo di dolore si manifesta all’improvviso. Il dolore osseo varia da moderato a grave e di solito peggiora in risposta al movimento.

Sintomi di accompagnamento

Altri sintomi che possono accompagnare il mal di schiena includono:

  • dolori o rigidità lungo la colonna vertebrale
  • dolore acuto e lancinante al collo
  • difficoltà a stare in piedi a causa del dolore o degli spasmi muscolari
  • difficoltà di deambulazione
  • intorpidimento o formicolio alla schiena che si diffonde agli arti
  • debolezza in una o entrambe le gambe
  • incapacità di svuotare la vescica
  • perdita di controllo della minzione
  • diarrea o costipazione

Cause del mal di schiena

Sforzare un muscolo o un legamento della schiena è una causa comune di mal di schiena. Le persone possono affaticare la schiena per l’eccessivo allungamento, per il sollevamento di pesi eccessivi o per l’utilizzo di tecniche di sollevamento non corrette.

Altre cause di mal di schiena possono includere:

  • cattiva postura
  • stare in piedi o seduti per un periodo prolungato
  • spasmi muscolari
  • tensione muscolare
  • lesioni alla schiena, come fratture o cadute
  • dischi danneggiati, dislocati o rotti
  • curvatura anormale della colonna vertebrale
  • tumori

Le condizioni mediche che possono causare mal di schiena includono:

  • malattie infiammatorie, come l’artrite e la spondilite
  • osteoporosi
  • herpes zoster
  • cancro della colonna vertebrale
  • infezioni
  • sindrome della cauda equina, che colpisce i nervi alla base del midollo spinale
  • aneurisma aortico addominale
  • endometriosi

Quando andare dal medico

Una persona può spesso trattare un leggero mal di schiena a casa con il riposo, la terapia del calore e gli antidolorifici da banco. Tuttavia, le persone dovrebbero consultare un medico per il dolore che deriva da una lesione traumatica.

È importante che le persone con sintomi di calcoli renali o infezioni renali si rivolgano a un medico.

Rivolgersi ad un medico anche in presenza di uno di questi sintomi:

  • dolore persistente o grave che non migliora dopo il riposo
  • dolore alla schiena che peggiora col tempo
  • dolore, intorpidimento o formicolio che si irradia lungo le gambe o nelle braccia
  • difficoltà a camminare o a stare in piedi
  • gonfiore delle gambe, delle caviglie o dei piedi
  • inspiegabile perdita di peso
  • problemi improvvisi alla vescica o all’intestino
  • febbre
  • battito cardiaco irregolare
  • fiato corto

Riassunto

I reni si trovano sotto la gabbia toracica su entrambi i lati della colonna vertebrale e si appoggiano ai muscoli della schiena, il che significa che a volte può essere difficile distinguere il dolore alla schiena dal dolore ai reni.

Il dolore ai reni può verificarsi su uno o entrambi i lati della schiena appena sotto la gabbia toracica. Le cause del dolore ai reni includono infezioni urinarie, calcoli renali e trauma da corpo contundente ai reni.

Il dolore alla schiena può interessare l’intera schiena, ma la maggior parte delle persone prova dolore nella parte bassa della schiena. Si può sviluppare mal di schiena a causa del sollevamento di carichi pesanti, della postura scorretta, o della permanenza seduti o in piedi per troppo tempo. Anche alcune condizioni mediche, come l’artrite, l’osteoporosi e le infezioni, possono causare mal di schiena.

Riconoscere la differenza tra il dolore ai reni e il mal di schiena può portare a una diagnosi precoce e a un migliore esito del trattamento.

Come distinguere il dolore ai reni dal mal di schiena

I reni rimuovono i prodotti di scarto e i liquidi in eccesso dal flusso sanguigno. Questi due organi si trovano su entrambi i lati del corpo appena sotto la gabbia toracica. I reni si appoggiano ai muscoli della schiena, il che può rendere difficile distinguere il dolore ai reni dal mal di schiena.

Quando si cerca di determinare se il dolore proviene dalla schiena o dai reni, si deve tener conto dei seguenti fattori:

la posizione del dolore

il tipo e la gravità del dolore

eventuali sintomi di accompagnamento

In questo articolo parliamo delle principali caratteristiche e delle cause del dolore ai reni e del mal di schiena e di quando consultare un medico.

 

Dolore ai reni

I reni filtrano i rifiuti e le tossine dal flusso sanguigno, il che li rende suscettibili ad infezioni e danni. L’eccesso di calcio, ossalato e fosforo può accumularsi nei reni per formare calcoli renali, che possono essere dolorosi se causano un blocco.

Posizione 

Il dolore ai reni si verifica sotto la gabbia toracica su entrambi i lati della colonna vertebrale di una persona, si ha la sensazione come se il dolore provenisse dal profondo del corpo.

Si possono provare dolore su uno o entrambi i lati del corpo a seconda che sia colpito un solo rene o entrambi.

Il dolore ai reni può irradiarsi in altre aree del corpo, come ad esempio:

i lati

addome

inguine

coscia

Tipo e gravità del dolore

I piccoli calcoli renali spesso passano attraverso il sistema urinario senza causare molto dolore. Tuttavia, i calcoli più grandi possono causare un dolore acuto e intenso che tipicamente peggiora quando il calcolo si sposta dal rene all’uretere. Gli ureteri sono tubi che collegano i reni alla vescica e fanno parte del sistema urinario.

Un’infezione renale può causare un dolore sordo che rimane costante.

 Sintomi di accompagnamento

Le condizioni che colpiscono i reni possono causare altri sintomi, come ad esempio:

 urina torbida o sanguinolenta

minzione dolorosa

un persistente bisogno di urinare

nausea

vomito

costipazione o diarrea

febbre

vertigini

stanchezza

Segni di gravi danni o problemi ai reni possono includere: 

alito cattivo

gusto metallico

respiro affannoso

gonfiore delle gambe, delle caviglie o dei piedi

confusione

battito cardiaco irregolare

crampi muscolari

Cause del dolore ai reni

Le condizioni che causano dolore ai reni includono:

infezioni delle vie urinarie (IVU)

calcoli renali

infezioni renali

coaguli di sangue nei reni

trauma o lesione ai reni

Mal di schiena

Il mal di schiena è molto comune. Secondo il National Institute of Neurological Disorders and Stroke, circa l’80% degli adulti soffre di mal di schiena ad un certo punto della propria vita.

 

Il mal di schiena è il risultato di problemi ai muscoli, alle ossa o ai nervi della schiena.

 

La localizzazione, la gravità e i sintomi che accompagnano il mal di schiena variano a seconda della causa.

 

Posizione

 

Il mal di schiena può manifestarsi in qualsiasi punto della schiena. Tuttavia, la maggior parte delle persone prova dolore nella parte bassa della schiena.

 

Tipo e gravità del dolore

 

Il dolore muscolare è come un dolore sordo o un indolenzimento. Alcuni movimenti del corpo possono scatenare o peggiorare il dolore muscolare, la cui intensità può variare da lieve a grave e può fluttuare in risposta allo stiramento.

 

Le persone con dolore ai nervi possono provare una sensazione di bruciore o di pugnalata che si sposta in altre aree del corpo.

 

La sciatica è una forma di dolore nervoso che colpisce la schiena. Le persone sviluppano la sciatica quando il nervo sciatico diventa pizzicato o compresso, che provoca un dolore bruciante nella parte bassa della schiena che si irradia attraverso le natiche.

 

Il dolore osseo può derivare da fratture vertebrali o da una colonna vertebrale di forma irregolare. Questo tipo di dolore si manifesta all’improvviso. Il dolore osseo varia da moderato a grave e di solito peggiora in risposta al movimento.

 

Sintomi di accompagnamento

 

Altri sintomi che possono accompagnare il mal di schiena includono:

 

dolori o rigidità lungo la colonna vertebrale

un dolore acuto e lancinante al collo

difficoltà a stare in piedi dritti a causa del dolore o degli spasmi muscolari

difficoltà di deambulazione

intorpidimento o formicolio alla schiena che si diffonde agli arti

debolezza in una o entrambe le gambe

incapacità di svuotare la vescica

perdita di controllo della minzione

diarrea o costipazione

 

Cause del mal di schiena

 

Lo stiramento di un muscolo o di un legamento della schiena è una causa comune di mal di schiena. Le persone possono affaticare la schiena per l’eccessivo allungamento, per il sollevamento di pesi eccessivi o per l’utilizzo di tecniche di sollevamento non corrette.

 

Altre cause di mal di schiena possono includere:

 

cattiva postura

stare in piedi o seduti per un periodo prolungato

spasmi muscolari

tensione muscolare

lesioni alla schiena, come fratture o cadute

dischi danneggiati, dislocati o rotti

curvatura anormale della colonna vertebrale

tumori

Le condizioni mediche che possono causare mal di schiena includono:

 

malattie infiammatorie, come l’artrite e la spondilite

osteoporosi

tegole

cancro della colonna vertebrale

infezioni

la sindrome della cauda equina, che colpisce i nervi alla base del midollo spinale

aneurisma aortico addominale

endometriosi

Quando andare dal medico

Una persona può spesso trattare un leggero mal di schiena a casa con il riposo, la terapia del calore e gli antidolorifici da banco. Tuttavia, le persone dovrebbero consultare un medico per il dolore che risulta da una lesione traumatica.

 

È importante che le persone con sintomi di calcoli renali o infezioni renali si rivolgano a un medico.

 

Rivolgersi ad un medico anche in caso di questi sintomi:

 

dolore persistente o grave che non migliora dopo il riposo

dolore alla schiena che peggiora col tempo

dolore, intorpidimento o formicolio che si irradia lungo le gambe o nelle braccia

difficoltà a camminare o a stare in piedi

gonfiore delle gambe, delle caviglie o dei piedi

inspiegabile perdita di peso

problemi improvvisi alla vescica o all’intestino

febbre

battito cardiaco irregolare

respiro affannoso

 

Sommario

I reni si trovano sotto la gabbia toracica su entrambi i lati della colonna vertebrale e si appoggiano ai muscoli della schiena, il che significa che a volte può essere difficile distinguere il dolore alla schiena dal dolore ai reni.

 

Il dolore ai reni può verificarsi su uno o entrambi i lati della schiena appena sotto la gabbia toracica. Le cause del dolore ai reni sono le IVU, i calcoli renali e il trauma da corpo contundente ai reni.

 

Il dolore alla schiena può interessare l’intera schiena, ma la maggior parte delle persone prova dolore nella parte bassa della schiena. Si può sviluppare il mal di schiena a causa di sollevamento pesante, postura scorretta, o il stare seduti o in piedi per troppo tempo. Anche alcune condizioni mediche, come l’artrite, l’osteoporosi e le infezioni, possono causare mal di schiena.

 

Riconoscere la differenza tra il dolore ai reni e il mal di schiena può portare a una diagnosi più precoce e a un migliore esito del trattamento.

Come Riprendere Rapidamente la Vita Sessuale dopo Prostatectomia Radicale per Tumore della Prostata

Nei pazienti affetti da tumore della prostata, l’intervento chirurgico di prostatectomia radicale rappresenta oggi l’opzione terapeutica che fornisce la più alta efficacia in termini di guarigione dalla malattia . Questo intervento è stato gravato in passato da tassi significativi di incontinenza urinaria e di disfunzione erettile ma oggi, quando la tecnica chirurgica viene eseguita a regola d’arte in presenza di una malattia ancora limitata alla prostata, queste sequele non dovrebbero più osservarsi. E’ oggi noto come sia essenziale identificare il chirurgo esperto nella esecuzione dell’intervento di asportazione completa della prostata utilizzando la cosidetta tecnica “nerve-sparing” o “anatomica”.
Inoltre nella mia esperienza l’utilizzo della tecnica chirurgica robotica ha permesso di aumentare significativamente sia la percentuale assoluta dei pazienti che recuperano completamente la potenza sessuale sia la rapidità del recupero. Il mantenimento della erezione dopo l’intervento chirurgico si basa su alcuni requisiti da valutare con attenzione prima della operazione:
1. Il paziente che prima dell’intervento chirurgico presenta erezioni del tutto normali, senza avere bisogno di farmaci come Cialis, Levitra, Spedra o Viagra è il candidato ideale al recupero rapido e completo della propria funzionalità erettile. Se al contrario un paziente presenta già una disfunzione erettile di vario grado prima dell’intervento chirurgico, è ovviamente inevitabile che questa rimarrà anche dopo l’operazione.
2. Una buona potenza sessuale preoperatoria si associa tipicamente ad una giovane età ed alla assenza di malattie come il diabete mellito ad esempio o stili di vita (fumo di sigaretta) che possono di per sè causare un deterioramento delle erezioni. Di recente è stato suggerito l’uso dei farmaci sopra menzionati nelle settimane precedenti l’intervento chirurgico seguendo l’ipotesi che questi possano condizionare positivamente l’endotelio dei vasi sanguigni penieni. A mio parere questa ipotesi non è priva di fondamento ed oggi consiglio a molti pazienti candidati ad intervento di prostatectomia radicale robotica l’assunzione giornaliera di Cialis 5 mg, 1 cp prima di coricarsi alla sera durante il mese precedente l’intervento chirurgico. Come premesso poc’anzi, al fine di attendersi il ripristino completo delle erezioni, l’intervento chirurgico deve essere eseguito con tecnica “nerve-sparing” perfetta. Questo significa rispettare durante l’intervento una densa ragnatela di nervi che avvolgono completamente la prostata e che raggiungono i corpi cavernosi del pene dando inizio all’erezione. È oggi noto che i migliori risultati si ottengono oltre che scegliendo il chirurgo esperto in questa tecnica ed utilizzando la tecnologia robotica, anche affrontando una prostata con malattia tumorale bene localizzata all’interno della ghiandola e che permetta cioè una tecnica di rimozione molto aderente alla capsula prostatica. In altre parole se il paziente presenta un tumore prostatico chiaramente molto esteso e che sembra oltrepassare i confini della ghiandola sara’ difficile potere liberare il paziente dalla malattia mantenendo integri i nervi responsabili della erezione.

Nel paziente sottoposto ad intervento di prostatectomia radicale “nerve sparing” è utile osservare i seguenti consigli nel periodo postoperatorio:

1. Riprendere appena possibile l’attività sessuale sapendo che le erezioni che tornano prima sono quelle erotiche, legate cioè alla stimolazione sessuale.

2. È bene non aspettarsi erezioni complete (né spontanee né stimolate) nelle prime settimane dopo l’operazione. Al contrario il paziente vedrà nel corso dei primi sei mesi dopo l’intervento, al momento della attività sessuale, un allungamento ed ingrossamento del pene, senza che si raggiunga necessariamente una rigidità sufficiente per la penetrazione. Il paziente noterà da subito però che la sensibilità è conservata e che l’orgasmo viene raggiunto sempre, anche con un pene non completamente rigido.

3. È bene “esercitarsi” in camera da letto: il sesso nei primi mesi dopo l’intervento non e’ quasi mai penetrativo ma piu’ tipicamente masturbatorio. La stimolazione genitale rappresenta una vera e propria ginnastica riabilitativa per i vasi sanguigni responsabili dell’erezione e tipicamente sono proprio i pazienti che si “esercitano” spesso (3 volte alla settimana) a recuperare piu’ velocemente le proprie erezioni.

4. È importante utilizzare sempre un farmaco come Cialis 20 mg, Levitra 20 mg, Spedra 200 mg oppure Viagra 100 mg ogni qual volta si voglia avere un rapporto sessuale di qualsiasi genere. Levitra, Spedra e Viagra devono essere assunti 1 ora prima del rapporto a stomaco vuoto mentre Cialis produce , nella mia esperienza, i migliori risultati se preso almeno 2 ore prima del rapporto.

5. Si ipotizza che dopo l’intervento possa essere utile fare una vera e propria cura riabilitativa prendendo uno di questi farmaci tutti i giorni, indipendentemente dal desiderio di avere un rapporto sessuale. Personalmente consiglio di utilizzare o Cialis 20 mg o Levitra 20 mg o Spedra 200 mg o Viagra 100 mg, ½ compressa prima di coricarsi tutte le sere per almeno 6 mesi ed inoltre di usare comunque un farmaco anche al momento del rapporto secondo le indicazioni date prima.

6. Durante il rapporto alcuni trucchi aiutano : A. la posizione in piedi o in ginocchio facilita il mantenimento della erezione così come il posizionamento alla radice del pene, una volta raggiunta la massima erezione, di un normale elastico per capelli; B. l’uso di un gel o olio lubrificante (ad esempio : baby olio Johnson & Johnson) spalmato sul pene e sulle pareti vaginali facilita la penetrazione vaginale.

Esiste una prova del nove che conta sempre molto: se nel periodo postoperatorio il paziente nel momento di massima stimolazione erotica e senza avere preso alcun medicinale vede un certo allungamento ed ingrossamento del pene, ha ottime possibilità di rispondere con successo alla terapia medica con le pillole.
Se non si osserva al contrario alcuna risposta è utile usare microiniezioni di farmaci vasoattivi da farsi alla radice del pene, almeno due volte alla settimana per circa 3-6 mesi. Queste microiniezioni sono molto efficaci ed assolutamente indolori. Permettono di ottenere eccellenti erezioni che permettono sempre di avere rapporti completi di ottima qualità. Devono essere eseguite sotto stretto controllo specialistico e spesso permettono di recuperare una funzione del tutto normale.

Come Recuperare Rapidamente la Continenza Urinaria Dopo Prostatectomia Radicale per Tumore della Prostata: Il ruolo della Riabilitazione

L’incontinenza urinaria negli esiti di intervento di prostatectomia radicale è rilevabile in percentuali estremamente differenti a seconda delle casistiche presenti in letteratura. Inoltre, i risultati dei trattamenti riabilitativi proposti possono non essere univoci, anche perché la presa in carico post-operatoria spesso utilizza strategie comportamentali, Kinesiterapiche e
strumentali in modo non personalizzato e in situazioni di patogenesi completamente diverse. La proposta di eseguire esercizi di rinforzo muscolare del pavimento pelvico per il miglioramento della sintomatologia secondaria all’incontinenza urinaria maschile è comparsa in letteratura solo recentemente; a fronte di percentuali diverse di dimostrata efficacia, attualmente i dati portano a considerare la kinesiterapia come uno strumento utile alla soluzione o al miglioramento del problema. L’efficace reclutamento della componente muscolare del pavimento pelvico maschile determina la contrazione e la “risalita” del muscolo stesso, con incremento della pressione di chiusura uretrale e la conseguente capacità di contrarre preventivamente il pavimento pelvico rispetto agli aumenti di pressione intraddominale, come nel caso di un colpo di tosse, di uno sforzo, una camminata, o altre situazioni che possano essere causa della perdita.

La riabilitazione nel pre-intervento

L’intervento riabilitativo è proposto anche nella fase precedente la prostatectomia perché la persona, non ancora condizionata dal dolore e dalle alterazioni funzionali del dopo inte
rvento, è in grado di prendere coscienza con maggior facilità del proprio pavimento pelvico e migliorarne le performance in previsione dell’intervento. Il momento suggerito per l’inizio della presa in carico è ad un mese circa dalla data prevista per l’intervento.

La riabilitazione nel post-intervento

L’esercizio terapeutico postoperatorio è, a differenza di quanto si verifica nella donna, a maggior impronta “muscolare”. Tramite l’esercizio è possibile incrementare la percezione muscolare e la performance del reclutamento andando ad aumentare la durata, la ripetibilità, l’isolabilità, l’entità, il tono della contrazione e la presenza della corretta coordinazione respiratoria; la forza muscolare acquisita con l’allenamento deve divenire compenso muscolare al danno sfinterico. Frequentemente, durante l’esercizio si compie l’errore di “concentrarsi” prevalentemente sul perineo posteriore (zona anale) che peraltro non ha alcun ruolo nella continenza urinaria. La richiesta più corretta per ottenere la contrazione è quella di trattenere le urine, richiesta che indirizza la contrazione ad un reclutamento più anteriore del pavimento pelvico e quindi più “vicino” alla funzione da recuperare. Il paziente, tramite un protocollo di esercizi il più possibile personalizzati sulla base delle caratteristiche delle fughe, del reclutamento muscolare e della gravità delle perdite, dovrà poi essere in grado di utilizzare le abilità apprese nelle situazioni posturali e di movimento che sono causa di fuga. L’obiettivo quindi è quello di emendare la perdita di una funzione involontaria (sfintere prostatico) con un gesto a carico di un muscolo sotto il controllo volontario: questa caratteristica ci permette di modificare la funzione del muscolo con l’allenamento, incrementando la componente tonica sia sullo sfintere, sia sul pavimento pelvico, per compensare la perdita della funzione sfinterica prossimale. L’esercizio appreso e “costruito” sulla persona in ambito ambulatoriale dovrà essere ripetuto a domicilio secondo i tempi e le modalità suggerite da persona esperta. La riabilitazione ha anche come obiettivo quello di modificare laddove possibile, la compliance detrusoriale, tramite utilizzo di diari minzionali e l’applicazione di un corretto bladder training indirizzato a suggerire corretti tempi, modalità e qualità di somministrazione dei liquidi e conseguenti intervalli minzionali.

La terapia comportamentale (modifiche dello stile di vita)

Nella pratica riabilitativa della persona incontinente, è comune il suggerimento della modificazione dello stile di vita; si raccomanda quindi la sospensione del fumo, il controllo del peso corporeo e l’eventuale calo ponderale, la sospensione o almeno la riduzione del consumo di bevande alcoliche, addizionate di anidride carbonica e contenenti caffeina. L’introduzione di una dieta ricca di fibra previene la stipsi: in caso infatti di eccessive spinte defecatorie prolungate nel tempo, durante il ponzamento, il pavimento, stirandosi ed estroflettendosi, riduce il proprio tono di base. È importante ricordare che, durante la defecazione, spesso l’uomo incontinente non riesce a trattenere l’urina, così come al passaggio dei gas. È importante infine controllare l’assunzione giornaliera di liquidi, non inferiore al litro e non superiore al litro e ½ (con le dovute eccezioni legate alle variazioni atmosferiche e ad eventuali variazioni dello stato di salute). L’assunzione deve essere raccomandata esclusivamente nelle ore diurne, con attenzione particolare per bevande che, magari all’insaputa del paziente, possano avere effetti diuretici (tisane e tè verde, ad esempio). La corretta applicazione di questi comportamenti ha sicuramente, nell’insieme, un impatto positivo sulla prevenzione e sulla riduzione della disabilità conseguente all’incontinenza urinaria maschile.

La stimolazione elettrica funzionale

La stimolazione elettrica funzionale (SEF) è efficace nel trattamento dell’incontinenza urinaria nell’uomo, sia nei casi di incontinenza da sforzo, sia nei casi di incontinenza da urgenza, anche se l’utilizzo della Stimolazione Elettrica Funzionale nel trattamento delle diverse forme di incontinenza urinaria è tuttora condizionato dalla difficoltà di reperire adeguate evidenze scientifiche in letteratura

I 6 motivi per cui si dovrebbe bere molta acqua

L’acqua è un nutriente essenziale da cui il nostro corpo dipende per una salute e una forma fisica ottimali. Ci mantiene idratati e promuove i processi vitali ad ogni livello di funzionamento del corpo umano.

Se si è fisicamente attivi, la ricerca ha dimostrato che l’acqua è il nutriente più importante nella nutrizione sportiva. Ecco alcuni dei motivi principali per cui è necessario mantenersi idratati, anche se non si è degli atleti.

1 L’acqua è un nutriente essenziale

Il corpo umano è costituito per oltre il 60% da acqua. La ricerca continua a riportare risultati positivi sul perché bere molta acqua ogni giorno è essenziale per una buona salute. 

Il nostro corpo ha bisogno di acqua per preservare l’idratazione, la funzione digestiva, cardiaca e polmonare, la lubrificazione delle articolazioni, la protezione dei tessuti, la regolazione della temperatura corporea e molto altro ancora.

L’acqua può essere considerata la nostra ancora di salvezza e i suoi benefici per la salute sono infiniti. Ci fa sentire, funzionare e anche apparire al meglio.

2 L’acqua aiuta a perdere peso

Gli studi hanno dimostrato che l’aumento dell’assunzione di acqua favorisce una più rapida perdita di peso rispetto a quando non se ne beve abbastanza. 

Bere un bicchiere d’acqua prima di un pasto ha dimostrato di diminuire l’appetito, aiutare la digestione e stimolare il metabolismo. 

Le persone spesso confondono la sete con la fame, che invece può favorire l’aumento di peso. Una corretta idratazione è stata collegata ad un migliore controllo delle porzioni e ad un miglioramento dei risultati nella perdita di peso.

I nutrizionisti raccomandano di bere un bicchiere d’acqua quando ci si sente pigri o stanchi prima di passare al cibo. Un semplice test di disidratazione vs fame può essere d’aiuto nel controllo delle porzioni. 

Bere acqua per tutto il giorno può anche ridurre il desiderio di consumare bibite zuccherate o succhi di frutta, che sono ricchi di calorie inutili.

Uno studio sulla termogenesi indotta dall’acqua ha dimostrato che bere acqua fredda aumenta il dispendio energetico del corpo. L’aumento di energia sembra essere creato dallo sforzo del corpo di riscaldare l’acqua fino alla temperatura corporea. Questa teoria aiuterebbe a spiegare la spinta fornita al metabolismo e l’aumento della perdita di peso. 

3 L’acqua riduce il gonfiore della pancia

Quando si trattengono i liquidi, o in caso di gonfiore, ci si può sentire a disagio. Questo effetto è tipicamente causato da una cattiva digestione, da un aumento dell’assunzione di sodio, ed anche da fluttuazioni degli ormoni legati al ciclo mestruale.

Molte persone credono che quando trattengono l’acqua dovrebbero evitare di bere di più, ma non è vero.

La conservazione dell’acqua è la misura protettiva naturale del corpo per prevenire la disidratazione. Se si è gonfi, non è il momento di limitarsi nei liquidi da bere.

L’acqua è un rimedio naturale per ridurre il gonfiore. Bere molto durante il giorno avvia il processo di eliminazione degli scarti. 

Bere più acqua riduce la quantità di sale trattenuto. Lubrifica anche il colon, il che accelera l’eliminazione dei cibi che gonfiano la pancia.  

4 L’acqua aiuta la digestione

Un’insufficiente assunzione di liquidi può influire sulla digestione e contribuire alla stitichezza. Per preservare un regolare movimento intestinale, assicuratevi di bere acqua a sufficienza.

L’acqua che proviene da ciò che si mangia e si beve in un giorno si lega alle fibre solubili nell’intestino crasso. Ciò contribuisce ad aumentare l’ingombro delle feci, a ridurne i tempi di transito e a rendere più facile l’eliminazione degli scarti.

Quando non ci sono abbastanza fluidi per questi compiti, il corpo trattiene l’acqua dalle feci, portando a sintomi di costipazione.

Bere molta acqua aiuta a prevenire la stitichezza, favorisce una sana digestione, elimina le tossine e alleggerisce il carico sui reni e sul fegato.

5 L’acqua mantiene la nostra pelle sana

Soffrite di pelle secca? Potreste aver bisogno di bere più acqua. La pelle chiara inizia dall’interno e beneficia di una corretta idratazione.

Il corpo perde acqua attraverso il sudore, specialmente durante un allenamento e in condizioni ambientali calde. L’acqua assicura la reidratazione e il reintegro della lubrificazione naturale della nostra pelle.

La vostra pelle ama l’idratazione. Bere molta acqua aiuta a ripristinarne l’elasticità ed elimina la secchezza.

Anche l’uso di creme per idratare la pelle va bene, ma bere acqua rimane il modo principale per mantenere la propria pelle ben idratata. 

6 Quanta acqua devo bere?

Il nostro fabbisogno d’acqua è soddisfatto da cosa e quanto beviamo, oltre che da una piccola quantità del cibo che mangiamo. Il fabbisogno idrico varia da una persona all’altra in base all’età, all’ambiente e al livello di attività. 

Il Food and Nutrition Board ha rilasciato nuove linee guida in merito alle assunzioni dietetiche di riferimento per l’acqua affermando che, attraverso varie bevande (80%) o cibo (20%), le donne dovrebbero consumare circa 2,7 litri al giorno e gli uomini 3,7 litri.

Perdiamo l’acqua durante normali funzioni corporee come sudare, respirare e andare in bagno. Se siamo fisicamente attivi, in un clima caldo, con la febbre, o abbiamo sintomi come diarrea o vomito, perdiamo ancora più liquidi.  

Tutte le perdite d’acqua devono essere reintegrate per mantenere il corpo sano e idratato. Non siete sicuri di bere abbastanza ogni giorno? Controllate il colore della vostra urina. L’urina sana ha un colore abbastanza chiaro ed è un buon indicatore del fatto che state bevendo molta acqua.

Quando è il momento migliore per bere acqua?

L’idratazione è essenziale per la salute, ma quali sono i benefici e gli svantaggi di bere acqua prima di andare a dormire?

Il corpo umano ha bisogno di acqua per svolgere le normali funzioni corporee. È quindi vitale per una persona bere acqua ogni giorno. Tuttavia, si discute se le persone debbano bere acqua prima di andare a letto.

In questo articolo, esaminiamo i benefici dell’acqua, quanto bere ogni giorno e i pro e i contro di bere acqua poco prima di andare a letto.

In breve

  • Bere abbastanza acqua è vitale per mantenersi idratati e per la salute generale.
  • Ci sono poche prove che suggeriscono benefici specifici di bere acqua prima di andare a letto.
  • Se una persona perde più acqua di quanta ne consuma, rischia di disidratarsi.

Acqua prima di andare a letto: pro e contro

Se qualcuno si sente disidratato di notte o è a rischio di disidratazione, allora dovrebbe bere un po’ d’acqua. Oltre a questo, ci sono pochi benefici specifici di bere acqua poco prima di andare a letto. Bere acqua prima di andare a letto può però aumentare il rischio di nicturia.

Che cos’è la nicturia?

La nicturia è l’aumento del bisogno di urinare di notte. 

Mentre dorme, il corpo umano produce più ormoni che rallentano la funzione renale e riducono la produzione di urina. Ciò riduce la necessità di urinare durante la notte e aiuta a dormire senza dover alzarsi per andare in bagno: alzarsi ripetutamente, infatti, può ridurre sia la durata che la qualità del sonno.

Rischio di nicturia

Quando il sonno è disturbato dalla nicturia, può avere un impatto significativo sulla qualità di vita.

La memoria, la concentrazione e l’umore possono essere influenzati negativamente dalla privazione del sonno. Inoltre, può aumentare il rischio di sviluppare una serie di disturbi, tra cui l’obesità, le malattie cardiache, il diabete e la depressione.

La nicturia può capitare a chiunque a qualsiasi età, ma è più comune nelle persone anziane. Anche i seguenti fattori possono aumentare il rischio di nicturia:

  • ipertrofia prostatica benigna
  • vescica iperattiva
  • diabete
  • infezioni della vescica
  • malattie cardiache
  • costipazione
  • alcuni farmaci

Risolvere il problema nicturia

Chi soffre di nicturia dovrebbero evitare di bere acqua a tarda sera, provando a bere l’ultimo bicchiere qualche ora prima del solito.

Bere una quantità adeguata di acqua durante il giorno è comunque importante. A meno che la persona non beva troppo, la riduzione dell’assunzione totale d’acqua non è di solito d’aiuto.

Tuttavia, vicino all’ora di andare a letto, bisogna ridurre o evitare:

  • alcolici
  • caffè
  • cacao o cioccolata calda
  • cola o soda

Il bisogno di urinare è infatti aumentato dalla caffeina e dall’alcol. La caffeina può anche rendere più difficile addormentarsi.

Se la nicturia è persistente, bisogna consultare un medico per escludere altre possibili patologie sottostanti.

Di quanta acqua si ha bisogno?

Occorre bere liquidi ogni volta che si sente disidratati o se c’è un alto rischio di disidratarsi. I segni di disidratazione includono:

  • sete
  • bocca, labbra, passaggi nasali e occhi secchi
  • piccole quantità di urina
  • minzione inferiore alle quattro volte al giorno
  • urina dall’odore forte e di colore scuro

Aumentano il rischio di disidratazione:

  • ambienti caldi o esposizione al sole troppo prolungata
  • intensa attività fisica o qualsiasi cosa che causi un’eccessiva sudorazione
  • diabete
  • diarrea o vomito
  • consumo eccessivo di alcol
  • febbre

Secondo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), può essere fatale se una persona perde più del 10 per cento dell’acqua del proprio corpo.

Non c’è un consenso su quanta acqua le persone dovrebbero bere ogni giorno. I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) e il Food and Nutrition Board (FNB) dicono che la sete da sola è sufficiente a guidare la maggior parte delle persone su quanto bere.

Tuttavia, l’FNB suggerisce che le donne dovrebbero bere circa 2,7 litri d’acqua al giorno e gli uomini circa 3,7 litri. Queste quantità includono l’acqua ottenuta mangiando, che si stima costituisca dal 19 al 20 per cento dell’assunzione giornaliera.

Benefici per la salute dell’acqua

L’acqua è un modo economico ed efficace per placare la sete e sostituire i fluidi perduti. Oltre ad essere essenziale per la salute generale, ha molti altri potenziali benefici:

  • aiuta a gestire il peso corporeo
  • migliora l’umore e le prestazioni mentali
  • previene il mal di testa

Un piccolo studio suggerisce che l’aumento dell’assunzione giornaliera di acqua di 1,5 litri nelle persone con emicrania può ridurre il mal di testa. Tuttavia, ha mostrato solo un effetto preventivo limitato.

Prevenire i postumi di una sbornia

L’alcol aumenta il bisogno di urinare. Questo può portare alla disidratazione, che causa alcuni dei sintomi di una sbornia.

Il modo migliore per evitare i postumi di una sbornia è bere alcolici con moderazione. Tuttavia, i seguenti suggerimenti possono anche aiutare a prevenire o ridurre gli effetti di una sbornia:

  • evitare l’alcol a stomaco vuoto
  • bere un bicchiere d’acqua o una bibita analcolica non gassata tra una bevanda alcolica e l’altra
  • bere un bicchiere d’acqua o due prima di dormire

Sommario

Bere acqua a sufficienza è essenziale per la salute. Nella maggior parte delle persone sane, lo stimolo della sete basta a orientare sui quantitativi di acqua da bere.

L’acqua è un’alternativa economica e senza calorie alle bevande zuccherate e può aiutare a migliorare l’umore e le prestazioni mentali. Può anche aiutare a prevenire mal di testa e postumi di una sbornia.

Tuttavia, se si beve acqua prima di andare a letto, può aumentare il bisogno di urinare durante la notte e ciò può avere un impatto significativo sul sonno.

When is the best time to drink water?

Hydration is essential for health, but what are the benefits and drawbacks of drinking water before going to bed?

The human body needs water to perform normal bodily functions. It is therefore vital for a person to drink water every day. However, there is some debate about whether people should drink water before going to bed.

In this article, we look at the benefits of drinking water, how much to drink each day, and the pros and cons of drinking water near bedtime.

Fast facts on drinking water before bed:

Drinking enough water is vital for keeping hydrated and for general health.

There is little evidence to suggest any specific benefits of drinking water at bedtime.

If a person loses more water than they consume, they risk becoming dehydrated.

Water before bed: Pros and cons

If someone feels dehydrated at night or is at risk of dehydration, then they should drink some water. Beyond this, there are few specific benefits of drinking water before bed.

However, drinking water before going to bed can increase a person’s risk of nocturia.

What is nocturia?

Nocturia is the increased need to urinate at night. While asleep, the human body produces more hormones that slow down kidney function and decrease urine production.

This combination reduces the need for people to urinate during the night and helps them sleep uninterrupted. Repeatedly getting up can reduce both the duration and quality of sleep.

Risks of nocturia

When people’s sleep is disturbed by nocturia, it can have a significantly impact on their quality of life.

A person’s memory, concentration, and mood can be negatively affected by sleep deprivation. The risk of a range of disorders can also be increased, including obesity, heart disease, diabetes, and depression.

Nocturia can happen to anyone at any age but is more common in older people. The following can also increase the risk of nocturia:

benign prostatic hypertrophy

overactive bladder

diabetes

bladder infections

heart disease

constipation

certain medications

Getting rid of nocturia

People with nocturia should avoid drinking water in the late evening. A person could try having their last glass a few hours earlier than normal.

Drinking an adequate amount of water during the day is still important. Unless the person is drinking too much, reducing total intake does not usually help.

However, close to bedtime, people should reduce or avoid:

alcohol

tea

coffee

cocoa or hot chocolate

cola or sodas

The need to urinate is increased by caffeine and alcohol. Caffeine can also make it more difficult for someone to fall asleep.

People should see a doctor to rule out other possible underlying conditions if they are experiencing persistent nocturia.

How much water do people need to drink?

A person should drink fluids whenever they feel dehydrated or if there is a high possibility of dehydration. Signs of dehydration include:

thirst

dry mouth, lips, nasal passages, and eyes

passing only small amounts of urine

urinating less than four times a day

strong-smelling and dark-colored urine

The following things increase the risk of dehydration:

hot environments or being in the sun too long

intense physical activity or anything that causes excessive sweating

diabetes

diarrhea or vomiting

drinking too much alcohol

fever

According to the European Food Safety Authority (EFSA), it can be fatal if a person loses more than 10 percent of their body water.

There is no consensus on how much water people should drink each day. The Centers for Disease Control and Prevention (CDC) and the Food and Nutrition Board (FNB) say thirst alone is enough to guide most people on how much to drink.

However, the FNB suggest women should take in around 2.7 liters of water daily and men around 3.7 liters.

These amounts include the water obtained from eating, which is estimated to make up 19 to 20 percent of daily intake.

Health benefits of drinking water

Water is a cheap and effective way of quenching thirst and replacing lost fluids. As well as being essential for general health, drinking water has several other potential benefits:

managing body weight

improving mood and mental performance

preventing headaches

One small study suggests that increasing daily water intake by 1.5 liters in people with migraines may reduce the headaches. However, it only showed a limited effect in preventing them altogether.

Preventing hangovers

Alcohol increases the need to urinate. This can lead to dehydration, which causes some of the symptoms of a hangover.

The best way to avoid a hangover is to drink alcohol in moderation. However, the following tips can also help prevent or reduce the effects of a hangover:

avoiding alcohol on an empty stomach

having a glass of water or a non-carbonated soft drink between alcoholic beverages

drinking a glass of water or two before sleep

Takeaway

Getting enough water is essential for health. In most healthy people, thirst is sufficient in guiding them to know how much to drink.

Water is a cheap, no-calories alternative to sugary drinks and may help improve mood and mental performance. It can also help to prevent headaches and hangovers.

However, if a person drinks water before bed, it can increase the need to urinate during the night and significantly impact on their sleep.

Quando è il momento migliore per bere acqua?

L’idratazione è essenziale per la salute, ma quali sono i benefici e gli svantaggi di bere acqua prima di andare a dormire?

Il corpo umano ha bisogno di acqua per svolgere le normali funzioni corporee. È quindi vitale per una persona bere acqua ogni giorno. Tuttavia, si discute se le persone debbano bere acqua prima di andare a letto.

In questo articolo, esaminiamo i benefici dell’acqua, quanto bere ogni giorno e i pro e i contro di bere acqua poco prima di andare a letto.

Fatti veloci sull’acqua prima di andare a letto:

Bere abbastanza acqua è vitale per mantenersi idratati e per la salute generale.

Ci sono poche prove che suggeriscono i benefici specifici dell’acqua potabile prima di andare a letto.

Se una persona perde più acqua di quanta ne consuma, rischia di disidratarsi.

Acqua prima di andare a letto: Pro e contro

Se qualcuno si sente disidratato di notte o è a rischio di disidratazione, allora dovrebbe bere un po’ d’acqua. Oltre a questo, ci sono pochi benefici specifici di bere acqua poco prima di andare a letto.

Tuttavia, bere acqua prima di andare a letto può aumentare il rischio di nicturia.

Che cos’è la nicturia?

La nicturia è l’aumento del bisogno di urinare di notte. Mentre dorme, il corpo umano produce più ormoni che rallentano la funzione renale e riducono la produzione di urina.

Questa combinazione riduce la necessità di urinare durante la notte ed aiuta le persone a dormire senza dover alzarsi per andare in bagno. Alzarsi ripetutamente può ridurre sia la durata che la qualità del sonno.

Rischi di nicturia

Quando il sonno delle persone è disturbato dalla nicturia, può avere un impatto significativo sulla loro qualità di vita.

La memoria, la concentrazione e l’umore di una persona possono essere influenzati negativamente dalla privazione del sonno. Il rischio di una serie di disturbi può anche essere aumentato, tra cui l’obesità, le malattie cardiache, il diabete e la depressione.

La nicturia può capitare a chiunque a qualsiasi età, ma è più comune nelle persone anziane. Anche i seguenti fattori possono aumentare il rischio di nicturia:

ipertrofia prostatica benigna

vescica iperattiva

diabete

infezioni della vescica

malattie cardiache

costipazione

alcuni farmaci

Risolvere il problema della nicturia

Le persone con nicturia dovrebbero evitare di bere acqua a tarda sera. Una persona potrebbe provare a bere l’ultimo bicchiere qualche ora prima del normale.

Bere una quantità adeguata di acqua durante il giorno è comunque importante. A meno che la persona non beva troppo, la riduzione dell’assunzione totale d’acqua non è di solito d’aiuto.

Tuttavia, vicino all’ora di andare a letto, le persone dovrebbero ridurre o evitare:

alcolici

caffè

cacao o cioccolata calda

cola o soda

Il bisogno di urinare è aumentato dalla caffeina e dall’alcol. La caffeina può anche rendere più difficile addormentarsi.

Le persone dovrebbero consultare un medico per escludere altre possibili patologie di fondo se soffrono di nicturia persistente.

Di quanta acqua hanno bisogno le persone?

Una persona dovrebbe bere liquidi ogni volta che si sente disidratata o se c’è un’alta possibilità di disidratazione. I segni di disidratazione includono:

sete

bocca secca, labbra, passaggi nasali e occhi

piccole quantità di urina

urinare meno di quattro volte al giorno

urina dall’odore forte e di colore scuro

Le seguenti cose aumentano il rischio di disidratazione:

ambienti caldi o stare al sole troppo a lungo

intensa attività fisica o qualsiasi cosa che causi un’eccessiva sudorazione

diabete

diarrea o vomito

bere troppo alcol

febbre

Secondo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), può essere fatale se una persona perde più del 10 per cento dell’acqua del proprio corpo.

Non c’è un consenso su quanta acqua le persone dovrebbero bere ogni giorno. I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) e il Food and Nutrition Board (FNB) dicono che la sete da sola è sufficiente a guidare la maggior parte delle persone su quanto bere.

Tuttavia, l’FNB suggerisce che le donne dovrebbero bere circa 2,7 litri d’acqua al giorno e gli uomini circa 3,7 litri.

Queste quantità includono l’acqua ottenuta mangiando, che si stima costituisca dal 19 al 20 per cento dell’assunzione giornaliera.

Benefici per la salute dell’acqua

L’acqua è un modo economico ed efficace per placare la sete e sostituire i fluidi perduti. Oltre ad essere essenziale per la salute generale, l’acqua ha molti altri potenziali benefici:

gestione del peso corporeo

migliorare l’umore e le prestazioni mentali

prevenire il mal di testa

Un piccolo studio suggerisce che l’aumento dell’assunzione giornaliera di acqua di 1,5 litri nelle persone con emicrania può ridurre il mal di testa. Tuttavia, ha mostrato solo un effetto limitato nel prevenirli del tutto.

Prevenire i postumi della sbornia

L’alcol aumenta il bisogno di urinare. Questo può portare alla disidratazione, che causa alcuni dei sintomi di una sbornia.

Il modo migliore per evitare i postumi di una sbornia è bere alcolici con moderazione. Tuttavia, i seguenti suggerimenti possono anche aiutare a prevenire o ridurre gli effetti di una sbornia:

evitare l’alcol a stomaco vuoto

bere un bicchiere d’acqua o una bibita analcolica non gassata tra una bevanda alcolica e l’altra

bere un bicchiere d’acqua o due prima di dormire

Da asporto

Ottenere abbastanza acqua è essenziale per la salute. Nella maggior parte delle persone sane, la sete è sufficiente a guidare le persone a sapere quanto bere.

L’acqua è un’alternativa economica e senza calorie alle bevande zuccherate e può aiutare a migliorare l’umore e le prestazioni mentali. Può anche aiutare a prevenire mal di testa e postumi di una sbornia.

Tuttavia, se una persona beve acqua prima di andare a letto, può aumentare il bisogno di urinare durante la notte e avere un impatto significativo sul suo sonno.

Bere acqua fredda fa male?

Rimanere idratati è vitale per la salute, ma c’è un dibattito sulla temperatura migliore dell’acqua da bere: c’è chi sostiene, infatti, che bere acqua fredda possa essere dannoso.

Consumare quotidianamente acqua a sufficienza è essenziale per sostenere tutte le funzioni corporee, compresi la digestione e il metabolismo, per liberarsi delle scorie, per mantenere una temperatura corporea normale e per mantenere sani gli organi e i tessuti.

In questo articolo, consideriamo se bere acqua fredda faccia male alle persone, parliamo dei potenziali rischi e benefici e se sia quindi meglio bere acqua calda o fredda.

Bere acqua fredda fa male?

Secondo le tradizioni indiane della medicina ayurvedica, l’acqua fredda può causare uno squilibrio nel corpo e rallentare il processo digestivo, mentre l’acqua calda facilita la digestione. Il corpo ha una temperatura interna di circa 37°C e, secondo i praticanti ayurvedici, ha bisogno di spendere energia supplementare per ripristinare questa temperatura dopo aver bevuto acqua fredda. Nella tradizione ayurvedica, inoltre, l’acqua fredda può smorzare “il fuoco” che alimenta tutti i sistemi del corpo ed è essenziale per la salute.

Nella medicina occidentale, ci sono poche prove scientifiche che suggeriscono che l’acqua fredda sia dannosa per il corpo o per la digestione. Bere molta acqua può aiutare il corpo a espellere le tossine, aiutare la digestione e prevenire la stitichezza.

Un piccolo studio del 2013 ha valutato gli effetti dell’acqua potabile a diverse temperature in sei persone che erano disidratate, dopo un leggero esercizio fisico, in una camera calda e umida.

I ricercatori hanno scoperto che il cambiamento della temperatura dell’acqua ha influito sulla risposta della sudorazione dei partecipanti e sul quantitativo di acqua bevuto: i partecipanti hanno bevuto di più e sudato meno con acqua a 16°C (60.8°F), che è la temperatura dell’acqua fresca del rubinetto. I ricercatori hanno quindi concluso che per la reidratazione negli atleti disidratati la temperatura ottimale per l’acqua da bere può essere di 16°C.

I rischi del bere acqua fredda

Alcune ricerche suggeriscono che le persone con condizioni che influenzano l’esofago, come l’acalasia, dovrebbero evitare di bere acqua fredda. L’acalasia è una condizione rara che può rendere difficile la deglutizione di cibo e bevande. Uno studio del 2012 ha scoperto che bere acqua fredda peggiora i sintomi nelle persone affette da acalasia, mentre l’acqua calda aiuta a calmare e rilassare l’esofago, facilitando la deglutizione.

Uno studio del 2001, che ha coinvolto 669 donne, suggerisce che bere acqua fredda può causare mal di testa in alcune persone: i ricercatori hanno riferito che il 7,6% dei partecipanti ha avuto mal di testa dopo aver bevuto 150 millilitri di acqua fredda attraverso una cannuccia. Hanno anche scoperto che i partecipanti con emicrania attiva avevano il doppio delle probabilità di avere mal di testa dopo aver bevuto acqua fredda rispetto a coloro che non avevano mai avuto emicrania.

Alcune persone sostengono che il consumo di bevande e cibi freddi possa causare mal di gola, tuttavia non vi sono prove scientifiche a sostegno di questa affermazione.

Vantaggi del bere acqua fredda

Alcuni studi suggeriscono che bere acqua più fredda durante l’esercizio fisico possa migliorare le prestazioni e la resistenza.

Ad esempio, uno studio del 2012 che ha coinvolto 45 uomini fisicamente in forma ha scoperto che bere acqua fredda durante l’esercizio fisico ha ridotto significativamente l’aumento della temperatura corporea rispetto al consumo di acqua a temperatura ambiente.

Uno studio del 2014 ha studiato gli effetti di diverse bevande sulle prestazioni ciclistiche di 12 atleti maschi allenati in un clima tropicale. I ricercatori hanno riferito che bere una bevanda ghiacciata era meglio per le prestazioni rispetto all’acqua a temperatura ambiente. Hanno anche concluso che gli atleti hanno ottenuto le migliori prestazioni quando hanno consumato una bevanda ghiacciata all’aroma di mentolo.

Alcune persone sostengono che bere acqua fredda possa aiutare a promuovere la perdita di peso. Anche se alcuni studi suggeriscono che bere più acqua possa aiutare il corpo a bruciare un po’ più calorie, sembra esserci poca differenza tra bere acqua fredda e acqua a temperatura ambiente.

Acqua fredda contro acqua calda

Le persone possono trovare rilassante bere acqua tiepida o calda, specialmente nei mesi più freddi, mentre l’acqua fredda può essere più rinfrescante nei mesi più caldi. Bere acqua calda può migliorare temporaneamente la circolazione causando l’espansione delle arterie e delle vene.

La ricerca suggerisce che la temperatura dell’acqua che le persone bevono può influenzare i livelli di sudorazione e reidratazione. Per esempio, uno studio dell’Esercito degli Stati Uniti del 1989 ha scoperto che bere acqua calda (40°C) piuttosto che fredda (15°C) può indurre le persone a bere meno, il che può portare alla disidratazione.

Lo studio già citato del 2013 suggerisce che la temperatura ottimale dell’acqua per la reidratazione dopo l’esercizio fisico possa essere di 16°C, che è circa la stessa temperatura dell’acqua fredda del rubinetto. I ricercatori hanno riferito che i partecipanti che hanno consumato acqua a questa temperatura hanno bevuto più acqua volontariamente e sudato meno di quando hanno bevuto acqua ad altre temperature.

In uno studio del 2011, i ricercatori hanno concluso che bere acqua fredda a una temperatura di 5°C non ha migliorato lo stato di idratazione in sei atleti di Taekwondo.

Tuttavia, l’acqua potabile di qualsiasi temperatura è essenziale per rimanere idratati, soprattutto quando si fa esercizio fisico o in ambienti caldi.

Sommario

Ci sono poche prove scientifiche che suggeriscono che bere acqua fredda sia un male per le persone. Infatti, bere acqua più fredda può migliorare le prestazioni dell’esercizio fisico ed essere migliore per la reidratazione durante l’esercizio, soprattutto in ambienti più caldi.

Tuttavia, bere acqua fredda può peggiorare i sintomi nelle persone con acalasia, che colpisce il tubo digerente. Bere acqua ghiacciata può anche causare mal di testa in alcune persone, in particolare in coloro che convivono con l’emicrania.

Bisognerebbe assicurarsi di bere abbastanza acqua ogni giorno, indipendentemente dalla temperatura della stessa. Per soddisfare le esigenze di idratazione, le National Academies of Sciences, Engineering and Medicine consigliano un apporto idrico quotidiano, attraverso il cibo e le bevande, di circa 2,7 litri per le donne e di circa 3,7 litri per gli uomini.

Is drinking cold water bad for a person?

Staying hydrated is vital for our health, but there is some debate about the best temperature for water to be when people drink it. Some advocates believe that drinking cold water can be bad for you.

Consuming enough water every day is essential for supporting all bodily functions, including digestion and metabolism, getting rid of waste, maintaining a normal body temperature, and keeping organs and tissues healthy.

In this article, we examine whether drinking cold water is bad for people. We also cover the potential risks and benefits of drinking cold water and whether it is better to drink warm or cold water.

Is drinking cold water bad for you?

According to the Indian traditions of Ayurvedic medicine, cold water can cause an imbalance to the body and slow down the digestive process.

The body has a core temperature of around 98.6°F and Ayurvedic practitioners reason that the body needs to expend additional energy to restore this temperature after drinking cold water.

In the Ayurvedic tradition, cold water can dampen “the fire,” or Agni, which fuels all the systems in the body and is essential to health. Ayurvedic practitioners also believe that warm or hot water helps to ease digestion.

In Western medicine, there is little scientific evidence to suggest that cold water is bad for the body or digestion. Drinking plenty of water can help the body flush out toxins, aid digestion, and prevent constipation.

A small study from 2013 investigated the effects of drinking water at different temperatures in six people who were dehydrated, following mild exercise, in a hot and humid chamber.

The researchers found that changing the water temperature affected the sweating response of the participants and how much water they drank. The optimal water temperature in the study was 16°C (60.8°F), which is the temperature of cool tap water because the participants drank more water and sweated less.

The researchers concluded that drinking water at 16°C may be the best temperature for rehydration in dehydrated athletes.

Risks of drinking cold water

Some research suggests that people with conditions that affect the esophagus, or food pipe, such as achalasia, should avoid drinking cold water. Achalasia is a rare condition that can make swallowing food and drink difficult.

A 2012 study found that drinking cold water worsened symptoms in people with achalasia. However, when participants drank hot water, it helped soothe and relax the food pipe, making food and drink easier to swallow.

One 2001 study involving 669 women suggests that drinking cold water may cause headaches in some people.

The researchers reported that 7.6 percent of participants experienced a headache after drinking 150 milliliters of ice-cold water through a straw. They also found that participants with active migraine were twice as likely to get a headache after drinking cold water as those who had never had a migraine.

Some people claim that consuming cold drinks and foods can cause a sore throat or cold. However, there is no scientific evidence to support this claim.

Benefits of drinking cold water

Some studies suggest that drinking colder water during exercise may improve a person’s performance and endurance.

For example, a 2012 study involving 45 physically fit males found that drinking cold water during exercise significantly reduced the rise in core body temperature compared with drinking room temperature water.

A study from 2014 investigated the effects of different drinks on the cycling performance of 12 trained male athletes in a tropical climate.

The researchers reported that drinking an ice-slush beverage was better for performance than drinking water at a neutral temperature. However, they also concluded that the athletes achieved the best performance when consuming an ice-slush beverage that also had a menthol aroma.

Some people claim that drinking cold water can help promote weight loss. Although some studies suggest that drinking more water can help the body burn slightly more calories, there appears to be little difference between drinking cold and room temperature water.

Cold vs. warm water

People may find drinking warm or hot water soothing, especially in colder months, while cool water can be more refreshing in warmer weather. Drinking warm water may temporarily improve circulation by causing the arteries and veins to expand.

Research suggests that the temperature of the water that people drink can affect levels of sweating and rehydration. For example, a United States Army study from 1989 found that drinking warm water (40°C) rather than cool water (15°C) may cause people to drink less, which can lead to dehydration.

A 2013 study suggests that the optimal water temperature for rehydration following exercise may be 16°C, which is around the same temperature as cool tap water.

The researchers reported that participants who consumed water at this temperature drank more water voluntarily and sweated less than when they drank water at other temperatures.

In a 2011 study, researchers concluded that drinking cold water at a temperature of 5°C did “not improve voluntary drinking and hydration status” in six Taekwondo athletes.

However, drinking water of any temperature is essential for staying hydrated, especially when exercising or in hot environments.

Summary

There is little scientific evidence to suggest that drinking cold water is bad for people. In fact, drinking colder water may improve exercise performance and be better for rehydration when exercising, especially in hotter environments.

However, drinking cold water may worsen symptoms in people with achalasia, which affects the food pipe. Drinking ice-cold water can also causes headaches in some people, particularly those who live with migraine.

People should make sure they get enough water each day, regardless of its temperature. The National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine advise that females need to consume around 2.7 liters of water a day to meet their hydration needs and males around 3.7 liters. This intake can come from both foods and beverages.

Bere acqua fredda fa male?

Rimanere idratati è vitale per la nostra salute, ma c’è un dibattito sulla temperatura migliore dell’acqua da bere. Alcuni sostenitori credono che bere acqua fredda possa essere dannoso per la salute.

Il consumo di acqua a sufficienza ogni giorno è essenziale per sostenere tutte le funzioni corporee, compresi la digestione e il metabolismo, per liberarsi dei rifiuti, per mantenere una temperatura corporea normale e per mantenere sani gli organi e i tessuti.

In questo articolo, esaminiamo se bere acqua fredda fa male alle persone. Parliamo anche dei potenziali rischi e benefici del bere acqua fredda e se è meglio bere acqua calda o fredda.

Bere acqua fredda fa male?

Secondo le tradizioni indiane della medicina ayurvedica, l’acqua fredda può causare uno squilibrio nel corpo e rallentare il processo digestivo.

Il corpo ha una temperatura interna di circa 37°C e i praticanti ayurvedici spiegano che il corpo ha bisogno di spendere energia supplementare per ripristinare questa temperatura dopo aver bevuto acqua fredda.

Nella tradizione ayurvedica, l’acqua fredda può smorzare “il fuoco” che alimenta tutti i sistemi del corpo ed è essenziale per la salute. I praticanti ayurvedici credono anche che l’acqua calda aiuti a facilitare la digestione.

Nella medicina occidentale, ci sono poche prove scientifiche che suggeriscono che l’acqua fredda sia dannosa per il corpo o per la digestione. Bere molta acqua può aiutare il corpo a espellere le tossine, aiutare la digestione e prevenire la stitichezza.

Un piccolo studio del 2013 ha studiato gli effetti dell’acqua potabile a diverse temperature in sei persone che erano disidratate, dopo un leggero esercizio fisico, in una camera calda e umida.

I ricercatori hanno scoperto che il cambiamento della temperatura dell’acqua ha influito sulla risposta della sudorazione dei partecipanti e su quanta acqua hanno bevuto. La temperatura ottimale dell’acqua nello studio era di 16°C (60.8°F), che è la temperatura dell’acqua fresca del rubinetto perché i partecipanti hanno bevuto più acqua e sudato meno.

I ricercatori hanno concluso che l’acqua potabile a 16°C può essere la temperatura migliore per la reidratazione negli atleti disidratati.

Rischi di bere acqua fredda

Alcune ricerche suggeriscono che le persone con condizioni che influenzano l’esofago, o il tubo digerente, come l’acalasia, dovrebbero evitare di bere acqua fredda. L’acalasia è una condizione rara che può rendere difficile la deglutizione di cibo e bevande.

Uno studio del 2012 ha scoperto che bere acqua fredda peggiora i sintomi nelle persone affette da acalasia. Tuttavia, quando i partecipanti hanno bevuto acqua calda, ha aiutato a calmare e rilassare il tubo del cibo, rendendo il cibo e le bevande più facili da inghiottire.

Uno studio del 2001 che ha coinvolto 669 donne suggerisce che bere acqua fredda può causare mal di testa in alcune persone.

I ricercatori hanno riferito che il 7,6% dei partecipanti ha avuto mal di testa dopo aver bevuto 150 millilitri di acqua fredda attraverso una cannuccia. Hanno anche scoperto che i partecipanti con emicrania attiva avevano il doppio delle probabilità di avere mal di testa dopo aver bevuto acqua fredda rispetto a coloro che non avevano mai avuto un’emicrania.

Alcune persone sostengono che il consumo di bevande e cibi freddi può causare mal di gola o freddo. Tuttavia, non vi sono prove scientifiche a sostegno di questa affermazione.

Vantaggi di bere acqua fredda

Alcuni studi suggeriscono che bere acqua più fredda durante l’esercizio fisico può migliorare le prestazioni e la resistenza di una persona.

Ad esempio, uno studio del 2012 che ha coinvolto 45 uomini fisicamente in forma ha scoperto che bere acqua fredda durante l’esercizio fisico ha ridotto significativamente l’aumento della temperatura del corpo centrale rispetto all’acqua a temperatura ambiente.

Uno studio del 2014 ha studiato gli effetti di diverse bevande sulle prestazioni ciclistiche di 12 atleti maschi allenati in un clima tropicale.

I ricercatori hanno riferito che bere una bevanda ghiacciata era migliore per le prestazioni rispetto all’acqua a temperatura neutra. Tuttavia, hanno anche concluso che gli atleti hanno ottenuto le migliori prestazioni quando hanno consumato una bevanda ghiacciata che aveva anche un aroma di mentolo.

Alcune persone sostengono che bere acqua fredda può aiutare a promuovere la perdita di peso. Anche se alcuni studi suggeriscono che bere più acqua può aiutare il corpo a bruciare un po’ più calorie, sembra esserci poca differenza tra bere acqua fredda e acqua a temperatura ambiente.

Acqua fredda contro acqua calda

Le persone possono trovare rilassante bere acqua tiepida o calda, specialmente nei mesi più freddi, mentre l’acqua fredda può essere più rinfrescante nei mesi più caldi. Bere acqua calda può migliorare temporaneamente la circolazione causando l’espansione delle arterie e delle vene.

La ricerca suggerisce che la temperatura dell’acqua che le persone bevono può influenzare i livelli di sudorazione e reidratazione. Per esempio, uno studio dell’Esercito degli Stati Uniti del 1989 ha scoperto che bere acqua calda (40°C) piuttosto che acqua fredda (15°C) può indurre le persone a bere meno, il che può portare alla disidratazione.

Uno studio del 2013 suggerisce che la temperatura ottimale dell’acqua per la reidratazione dopo l’esercizio fisico può essere di 16°C, che è circa la stessa temperatura dell’acqua fredda del rubinetto.

I ricercatori hanno riferito che i partecipanti che hanno consumato acqua a questa temperatura hanno bevuto più acqua volontariamente e sudato meno di quando hanno bevuto acqua ad altre temperature.

In uno studio del 2011, i ricercatori hanno concluso che bere acqua fredda a una temperatura di 5°C non ha migliorato lo stato di idratazione in sei atleti di Taekwondo.

Tuttavia, l’acqua potabile di qualsiasi temperatura è essenziale per rimanere idratati, soprattutto quando si fa esercizio fisico o in ambienti caldi.

Riassunto

Ci sono poche prove scientifiche che suggeriscono che bere acqua fredda è un male per le persone. Infatti, bere acqua più fredda può migliorare le prestazioni dell’esercizio fisico ed essere migliore per la reidratazione durante l’esercizio, soprattutto in ambienti più caldi.

Tuttavia, bere acqua fredda può peggiorare i sintomi nelle persone con acalasia, che colpisce il tubo digerente. Bere acqua ghiacciata può anche causare mal di testa in alcune persone, in particolare in coloro che convivono con l’emicrania.

Le persone dovrebbero assicurarsi di bere abbastanza acqua ogni giorno, indipendentemente dalla sua temperatura. Le Accademie Nazionali delle Scienze, dell’Ingegneria e della Medicina consigliano alle donne di consumare circa 2,7 litri di acqua al giorno per soddisfare le loro esigenze di idratazione e ai maschi circa 3,7 litri. Questa assunzione può provenire sia da cibi che da bevande.

Infezioni dell’Apparato Urinario e Cistite

Definizione e Cause delle Infezioni delle Vie Urinarie

Per Infezioni delle Vie Urinarie (IVU) si intende un ampio spettro di condizioni, dalla semplice presenza asintomatica di batteri nelle urine, alla infezione della vescica (cistite), alla infezione renale complicata da sepsi. Il batterio responsabile della maggior parte delle IVU (70-95%) è l’Escherichia coli, e lo Staphylococcus saprofyticus è responsabile del restante 5-10%. Occasionalmente altri batteri intestinali possono causare infezione.
Le IVU si distinguono in non complicate e complicate. Le IVU non complicate colpiscono individui con un tratto urinario normale, sia dal punto di vista morfologico che funzionale. Colpiscono soprattutto le donne e si risolvono dopo una breve terapia antibiotica.
Le IVU complicate invece insorgono su un tratto urinario alterato dal punto di vista anatomico o funzionale (per es. mancato svuotamento della vescica dovuto a ostruzione o a danno al midollo spinale, etc.). Altri fattori di rischio per le IVU complicate sono il diabete, l’immunosoppressione, la cateterizzazione prolungata, le infezioni acquisite in ambiente ospedaliero e recenti interventi sulle vie urinarie. La maggior parte delle IVU negli uomini sono complicate. Le IVU complicate necessitano di un trattamento antibiotico prolungato, e se la patologia o anomalia di base non è curata, tendono a recidivare in giorni, settimane o mesi.
Inoltre, le IVU possono essere: isolate, quando tra una infezione un’altra intercorre un periodo minimo di 6 mesi; ricorrenti, quando si hanno più di 2 infezioni in 6 mesi o 3 infezioni in un anno; non risolte, quando la terapia è inadeguata e sono causate da reinfezione immediata, o da resistenza del batterio all’antibiotico, o dall’ infezione da un altro ceppo batterico.

Epidemiologia

Si stima che le IVU siano le infezioni batteriche più comuni. Le IVU e le cistiti sono più diffuse nelle donne rispetto agli uomini, eccetto nel periodo neonatale, in cui entrambi in sessi ne sono affetti in ugual misura. La prevalenza nelle giovani donne è 30 volte maggiore che negli uomini. Le IVU sono ricorrenti in circa il 70% dei casi. Circa l’11% delle donne lamentano un episodio di cistite all’anno, e circa 5% delle donne soffrono di cistiti ricorrenti. Questi dati sono tuttavia delle sottostime, in quanto si pensa che circa il 50% delle IVU non arrivi all’attenzione medica. Oltre i 65 anni di età, l’incidenza delle IVU tende ad aumentare in modo uguale in entrambi i sessi, sia per problematiche funzionali (incontinenza, cateterizzazione, etc.) che anatomiche (prolasso vescicale nelle donne, ipertrofia prostatica negli uomini, etc.) e per motivi legati a interventi chirurgici sulle vie urinarie.

Sintomi e segni delle cistiti e delle infezioni dell’apparato urinario: bruciore ed urine torbide

La cisitite si presenta con sintomi vescicale di tipo irritativo, come disuria, ovvero una sensazione di bruciore al momento della minzione, un aumento della frequenza delle minzioni, e UN senso di urgenza. Altri sintomi comuni sono dolore alla schiena e in zona pubica, tracce di sangue nelle urine, e urina torbida e con cattivo odore. Quando l’infezione interessa i reni, quindi in caso di pielonefrite, avremo in aggiunta agli altri sintomi, dolore nella regione lombare. Raramente è accompagnata da febbre e astenia. È importante ricordare che in caso di pielonefrite, c’è un rischio del 20-30% che l’infezione da locale diventi sistemica, ovvero diventi una sepsi.
Inoltre, la presenza di batteri nelle urine, ovvero la batteriuria, può essere asintomatica, specialmente nelle giovani donne.

Diagnosi

La diagnosi di IVU è in gran parte suggerita dalla sintomatologia del paziente. Per avere conferma della presenza di infezione, nonché per avere maggiori informazioni sul batterio stesso per una miglior terapia antibiotica, si ricorre all’analisi delle urine e all’urinocoltura. Occasionalmente si ricorre a studi di localizzazione per individuare l’origine dell’infezione. Gli studi radiografici sono raccomandati solo in età pediatrica, quando si sospetta una ostruzione, se l’infezione non si risolve con la terapia antibiotica o se sono presenti agenti patogeni non convenzionali (es. Mycobacterium tubercolosis, funghi, etc.).

Cura e prevenzione delle cistiti e delle infezioni dell’apparato urinario

La terapia antibiotica ha ridotto la morbilità a la mortalità associate alle IVU. Lo scopo della terapia è di eradicare l’infezione, selezionando l’antibiotico adatto ad un determinato batterio, informazione che ci è fornita dall’urinocolutra associata all’antiobiogramma. Gli antibiotici più frequentemente usati sono la Fosfomicina (terapia di scelta per le cistiti semplici nella donna), il Trimetoprim-Sulfametoxazolo, i Fluorochinoloni e l’Amoxicillina. La durata del trattamento dipende dal tipo di IVU: le IVU non complicate sono trattate per 3-7 giorni; le non complicate per 10-21 giorni. Tuttavia la durata è molto variabile da caso a caso, in base a durata dei sintomi, condizioni associate, età, etc. Nel caso di infezioni delle vie urinarie recidivanti, tipicamente nel sesso femminile, e’ sempre bene cercare di interrompere l’uso degli antibiotici utilizzando sostanze con effetto antibatterico naturale come la Vitamina C, il mirtillo ed i fermenti lattici. Di recente è stata introdotto con successo nel trattamento delle cistititi croniche l’uso di instillazioni vescicali di condroitina solfato ed acido ialuronico (Ialuril). Inoltre, data l’origine intestinale della maggior parte dei batteri coinvolti nelle IVU, la regolarizzazione dell’alvo e della flora batterica intestinale svolgono un ruolo cruciale nel prevenire le recidive. In questo contesto, laddove necessario, un consulto con un gastroenterologo esperto può essere di grande aiuto nell’iter terapeutico.

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